Siti non AAMS in Italia, dal blocco DNS al conto di gioco: chi è fuori e chi è dentro il sistema
Dati aggiornati al 4 Novembre 2026, con i numeri di concessione e gli obblighi di licenza verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

C’è una frase che circola tra chi cerca un bookmaker fuori dal sistema italiano, e suona più o meno così: «tanto pago con la carta, che differenza fa?». La differenza non è nel pagamento. È in un elenco pubblico. Ogni sito che raccoglie scommesse in Italia ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS), assegnata per singolo sito, e ADM tiene aggiornato l’elenco di chi ce l’ha. Fuori da quell’elenco non esiste un’offerta «alternativa»: esiste un’offerta senza autorizzazione, che il regolatore inibisce a livello di DNS, che non è collegata al Registro Unico degli Autoesclusi e che, per come ADM stessa ha scritto il 28 febbraio 2024, espone anche chi scommette a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi.
Vale la pena mettere subito in chiaro una cosa che le pagine di comparazione confondono di continuo: comparire in una classifica non è una concessione. Un brand può stare in cima a dieci liste diverse e non avere una riga nell’elenco di ADM. E il contrario: un nome che nell’elenco compare non è automaticamente un bookmaker sportivo, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi. Il palinsesto lo racconta il sito dell’operatore, non il regolatore.
Questo articolo prende la questione dal lato della scelta. Quali strade ha davvero un giocatore italiano, cosa porta con sé ciascuna, e a chi conviene l’una piuttosto che l’altra. Nessun brand senza concessione viene nominato qui, e nessun metodo di deposito o bonus di quei siti viene descritto: non è prudenza, è che su quei siti non c’è nulla da descrivere che regga un confronto.
Che cosa significa «non AAMS» nel 2026: normativa e vigilanza
La parola «AAMS» non esiste più come ente. L’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato è confluita nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ADM, e l’italiano medio ha continuato a dire «AAMS» per abitudine, come si dice «il Monopolio» per una ricevitoria. Il mercato stesso non ha smesso: i giocatori cercano «siti non AAMS», le pagine di confronto intitolano «non AAMS», e l’espressione resta sul campo anche se l’ente che la nominava non c’è più. Chi scrive «ADM» e chi scrive «AAMS» parla della stessa autorità.
Il quadro che conta è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze non si comprano al banco e non si rinnovano automaticamente: sono concessioni assegnate per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione — alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lettera c) l’ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo. Sotto l’art. 6, comma 3 chi vince la gara può gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda, ed è per questo che due brand apparentemente concorrenti possono avere lo stesso concessionario dietro.
Poi c’è la parte che nessuna pagina di bonus scrive. L’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Una riga nell’elenco, quindi, non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il suo sito e la sua app, dove il palinsesto è visibile. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Sulle modifiche successive al decreto del 2024 non c’è nulla di consolidato da riportare.
La concessione per sito, e perché un nome non basta
Chi legge un elenco cerca conferme rapide, e qui la conferma rapida non arriva. Il numero di concessione è stampato nei termini dell’operatore, insieme alla società titolare, ed è quello il dato da incrociare con l’elenco di ADM. Il concessionario raramente porta il nome del brand: dietro Bwin c’è Eurobet Italia, dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, dietro Betsson e StarCasinò c’è Azzurri Limited. Chi si registra su Betsson.it non firma con «Betsson Italia», e questo non è un dettaglio burocratico: è la ragione per cui la verifica va fatta sul numero, non sul marchio.
Su che cosa si può scommettere, e con quale riserva
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro un palinsesto specifico non è cosa che si legga in legge.
Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore: se poi un brand online offra davvero i totalizzatori sportivi è un’altra domanda, senza risposta pubblica. Gli eventi simulati hanno una definizione propria — art. 2, lett. v): scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro genere simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e nei siti degli operatori la sezione si chiama «Virtuali». L’ippica in legge sono due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, di tipo totalizzatore), che richiedono una concessione a parte; se un brand prenda i totalizzatori di ippica nazionale online, non risulta.
Il Live lo offrono tutti i grandi operatori. Su mercati live, ritardi e singoli eventi le regole di ADM non sono note quanto a dettaglio, e nessun elenco di mercati live esiste da consultare. Il betting exchange, chiamato anche «punta e banca», è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 dice che sul vincitore il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario; quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, non è dato sapere. (Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.) Le scommesse su eventi che coinvolgono minori: esiste una determinazione di un dirigente ADM in materia, che cita il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto. Se il palinsesto comprenda gli esport, resta aperto.
Un tetto legale in euro sulle puntate sportive non c’è. Gli strumenti che vincolano davvero sono due: i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dentro il sistema
Qui si misura la distanza tra le due strade, meglio che in qualsiasi paragrafo su licenze e regolamenti. Un conto su un sito con concessione porta con sé una serie di obblighi che il concessionario non può evitare, perché li ha accettati in gara. Un conto su un .com senza concessione non ne porta nessuno, e non per cattiveria: semplicemente quegli obblighi sono scritti nel D.Lgs. 41/2024 e valgono per chi ha aderito al sistema italiano.

L’età è la prima. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. L’identificazione è la seconda. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati — è quanto dichiarano le pagine degli operatori, e chiarisce che la fretta di mettere il primo deposito prima di completare i documenti non porta da nessuna parte.
Poi ci sono i limiti. L’art. 15, comma 1 prevede alla lettera a) gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lettera b) i limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lettera c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lettera e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile: le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già al momento dell’iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara, invece, non è pubblica.
C’è una regola che vale più di tutte le altre messe assieme, e riguarda l’autoesclusione. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’intero perimetro delle piattaforme di gioco autorizzate nel Paese e le sale sul territorio. Non solo quella su cui il giocatore ha chiesto l’esclusione: tutte, qualunque sia il concessionario presso cui la richiesta è stata presentata. È il motivo per cui un giocatore che si è escluso e poi apre un conto su un .com senza concessione non ha trovato un modo per rientrare: ha semplicemente lasciato l’unico perimetro in cui il blocco esiste. I siti senza concessione al RUA non sono collegati, e lì un giocatore autoescluso è scoperto.
L’art. 15, comma 2 aggiunge il dovere di informazione: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra che si legge raramente e dice una cosa semplice: dentro il sistema ci sono soggetti obbligati a parlare di gioco responsabile, fuori no.
Quanto pesa davvero un limite che scegli tu
Un limite di deposito settimanale dichiarato in registrazione sembra una formalità, e non lo è, per una ragione aritmetica prima che morale. Se il limite scelto è di 100 € alla settimana, quel tetto governa il denaro che entra nel conto, non le puntate che ne escono: lo stesso deposito può essere rigiocato più volte nell’arco della settimana, perché il vincolo è sul versamento e non sul volume. Un giocatore che punta d’abitudine tutto il saldo accumulato può muovere, su un tetto di 100 €, un volume di scommesse molte volte superiore.
La differenza tra le due strade, allora, non è quanto si può depositare, ma che cosa resta fermo quando la cosa va male. Un abbassamento del limite ha effetto immediato; un aumento deve aspettare sette giorni. È una asimmetria voluta, e vale la pena notarlo perché è l’unico caso in cui la procedura rallenta il giocatore e non l’operatore.
L’autoesclusione non è una porta che si chiude da soli
Il RUA è l’unico strumento del sistema che il giocatore non governa da solo in tempo reale, ed è per questo che vale la pena leggere le condizioni prima di usarlo. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore, e un sito di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.
Il passaggio che conta per chi legge è la parola «tutte». Una richiesta di esclusione fatta su un brand vale su ogni piattaforma autorizzata in Italia. Nessuno di quegli strumenti attraversa il confine di un sito senza concessione, che resta una zona non collegata al registro.
I dieci concessionari ADM a confronto: criteri e classifica
Mettere in fila dieci bookmaker con concessione ADM non è un esercizio neutro, perché la prima decisione riguarda che cosa si confronta. Il numero di concessione dice che un operatore ha titolo per raccogliere gioco in Italia. Non dice niente su quanto sia largo il palinsesto, quanto sia veloce il prelievo o quanto costi in margine una singola giocata. Chi costruisce una classifica sulla sola presenza nell’elenco ha classificato una lista di autorizzazioni, non di bookmaker.
I criteri che ho usato sono tre, e li espongo prima di usarli. Primo: il numero di concessione e la società titolare, con il sito .it su cui la concessione è esercitata — è il dato che si controlla, non quello che si legge nelle inserzioni. Secondo: che cosa dice il palinsesto dell’operatore stesso su sport, mercati e funzioni, ricavato da come l’operatore presenta la propria app. Terzo: che cosa l’operatore dichiara nei propri termini sulla materia di questa pagina, cioè identificazione in apertura del conto, strumenti di gioco responsabile e autoesclusione. Dove su uno dei tre punti non c’è una dichiarazione da citare, il punto resta fuori dal confronto: la tabella ha una casella vuota, e la riga sotto la tabella spiega perché.
Nessuna di queste variabili misura la qualità dell’operatore nel suo complesso. Un operatore può avere un palinsesto enorme e un’apertura del conto lenta; un altro può avere una procedura di identificazione impeccabile e un palinsesto che non va oltre i campionati principali. Il confronto serve a distinguere, non a promuovere.
La prima tabella mette insieme i due dati oggettivi: il numero di concessione con la società titolare, e ciò che l’operatore dichiara nei propri termini sulla materia di questa pagina.
| Brand | Numero di concessione e concessionario | Che cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Nessuna dichiarazione sui termini citabile sulla materia di questa pagina |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Nessuna dichiarazione sui termini citabile sulla materia di questa pagina |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Nessuna dichiarazione sui termini citabile sulla materia di questa pagina |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Nessuna dichiarazione sui termini citabile sulla materia di questa pagina |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Nessuna dichiarazione sui termini citabile sulla materia di questa pagina |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Pause di gioco, limiti di versamento, avvisi di attività e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale 800 55 88 22 |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Nessuna dichiarazione sui termini citabile sulla materia di questa pagina |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Nessuna dichiarazione sui termini citabile sulla materia di questa pagina |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limiti di ricarica, di spesa e di tempo scelti in registrazione, giornalieri, settimanali e mensili; autoesclusione con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni |
La colonna di destra ha molte caselle uguali, e non è pigrizia. La maggior parte delle schede che ho davanti porta il numero di concessione e i fatti sul prodotto sportivo, ma non una dichiarazione dei termini sulla materia di questa pagina: identificazione, strumenti di gioco responsabile, autoesclusione. Quegli operatori hanno certamente una procedura di apertura del conto, e certamente qualche forma di autolimitazione — ce l’hanno per obbligo di concessione — ma ciò che non c’è è la dichiarazione specifica da citare. Preferisco lasciare la casella vuota piuttosto che riempirla con una plausibilità. La casella vuota dice al lettore che quel punto lo verifica nei termini dell’operatore, alla voce che l’operatore dedica al conto di gioco; una frase generica al suo posto direbbe che tutto è uguale, e non è vero.
Due brand su dieci si distinguono su questa materia, e non sono i due che ci si aspetta. AdmiralBet mette i limiti nel cuore della registrazione — ricarica, spesa e tempo, con cadenza giornaliera, settimanale e mensile — e collega l’autoesclusione al RUA, cioè a un effetto che va oltre il proprio sito. bet365 elenca pause, limiti di versamento, avvisi di attività e autoesclusione, e sciorina un numero verde nazionale per i residenti in Italia: un dettaglio che dice molto su come l’operatore intende il proprio perimetro, visto che il Telefono Verde serve a chi ha un problema, non a chi cerca una quota.
Vale la pena notare che entrambi questi operatori sono anche tra i più grandi della lista, e che la loro attenzione alla materia non è un caso isolato di generosità: è la stessa logica che porta un gruppo quotato a mettere per iscritto procedure che un piccolo concessionario lascia implicite. Chi confronta cercando il bookmaker con il palinsesto più ricco e chi confronta cercando le procedure più esplicite stanno guardando due colonne diverse della stessa lista.
Perché l’elenco non dice tutto, e quale domanda farsi prima
Il momento in cui il limite di questo confronto emerge è il prelievo. Un conto con concessione ADM ha dietro un quadro preciso: il concessionario è autorizzato a raccogliere gioco in Italia, risponde ad ADM, e il rapporto si incardina su un foro italiano. L’art. 15, comma 1, lett. f) impone un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno — un obbligo modesto, ma formalizzato, e verificabile.
La domanda pratica, per chi confronta dieci operatori, non è chi paga di più sul singolo evento. È: se qualcosa va storto, con chi discuto? Con un concessionario italiano la risposta è una società con sede nello Spazio economico europeo, un’autorità di vigilanza nazionale e un foro nazionale. Con un .com senza concessione, la risposta cambia natura. Prima di depositare, quello è il punto da sciogliere, non il bonus.
Fondamenti: che cosa cambia davvero tra un sito con concessione e uno senza
Torniamo alla frase da cui siamo partiti, quella del pagamento con la carta. È una domanda sui fondamenti, e merita una risposta sui fondamenti.

Il primo fondamento è il blocco. L’ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza: la pagina segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’ADM blocca siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e indica che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’inibizione si fonda sull’art. 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.
Il secondo fondamento è che il blocco funziona male, e va detto. Il blocco opera a livello di DNS, e alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri ad applicarlo: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. In italiano si dice che quei siti vengono «oscurati». Chi cerca un sito oscurato spesso lo ritrova, con un altro indirizzo, il giorno dopo. Il blocco non è una porta chiusa a chiave: è una porta che si chiude e viene riaperta continuamente, e su quel meccanismo nessuno dovrebbe costruire un’aspettativa di protezione.
Il terzo fondamento è chi risponde. Art. 22 del D.Lgs. 41/2024: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata. È il punto in cui la faccenda smette di riguardare solo gli operatori: anche chi fornisce la connessione o il pagamento è dentro il sistema delle responsabilità, con cifre che non sono simboliche.
Che cos’ha in più un conto con concessione, concretamente
Mettiamo in fila ciò che il sistema italiano mette sul tavolo, senza girarci intorno. Un conto di gioco con identificazione piena e limite di deposito scelto in registrazione. Un’autoesclusione che, tramite il RUA, vale su ogni piattaforma online autorizzata in Italia e non solo su quella dove la richiesta è nata. La vigilanza di ADM e un foro italiano per le controversie. Un canale di contatto con orari minimi garantiti. E, sul lato fiscale, una partita che si chiude da sola, come si vede tra un momento.
Su un .com senza concessione manca tutto questo, in blocco. Non manca una funzione: manca l’intera infrastruttura di tutele, perché quelle tutele sono scritte in norme che valgono per chi ha accettato la concessione. Aggiungiamoci l’inibizione DNS, i mirror che vanno e vengono, e la posizione di ADM sul lato penale, che si legge tra un momento.
Quanto costa il margine, e perché conviene guardarlo prima del bonus
Il margine del bookmaker è la parte che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su un mercato, e si calcola sul complesso di tutte le uscite possibili: il payout è 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutte le uscite dello stesso mercato, e il margine è 100 % meno quel payout. Su un mercato a due esiti proposto a quota 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo rilevato su nessun bookmaker — il payout è 1 : (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %, e il margine è circa il 5 %.
Che cosa significa per chi punta? Su un giro di scommesse da 100 €, il bookmaker trattiene in media circa 5 €, qualunque sia l’esito delle singole giocate. Il margine non è una vincita che il bookmaker fa contro il giocatore in una sera: è la differenza strutturale tra ciò che si punta e ciò che si incassa indietro, e l’unica cosa che la cambia è il numero di giri, non la fortuna.
Prendiamo ora il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione, quello dell’esempio, 100 € alla settimana, e supponiamo che vengano puntati una volta sola su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90, con margine intorno al 5 %. La perdita attesa è dell’ordine di qualche euro a settimana — nell’ordine di grandezza del 5 % del volume puntato, quindi circa 5 € con 100 € di puntate. Su un anno di giocate settimanali la cifra si accumula in una banda dell’ordine delle centinaia di euro, sempre a parità di margine. È una stima statistica, non un esito garantito: è quello che costa in media rigiocare lo stesso volume su un mercato con quel margine.
Il punto che tutte le pagine di bonus saltano è questo: il margine è l’unico costo del gioco che si paga sempre. Un bonus di benvenuto è una tantum, una quota potenziata è legata a un evento, il cash out è una funzione che si usa quando serve. Il margine si paga su ogni singola giocata, per tutto il tempo in cui si gioca, e cresce con il volume. È per questo che un bonus generoso su un bookmaker con margini alti può valere meno di un bonus piccolo su un bookmaker con margini bassi — e nessuna delle due cose si legge nella vetrina.
Il margine in un bonus con requisiti di puntata
Quando un’offerta si chiama «bonus di benvenuto» e porta con sé requisiti di rigioco, la logica del margine diventa il centro della faccenda. Una quota di bonus va rigiocata un certo numero di volte, e ogni rigiocata paga il margine del mercato su cui si gioca. Il conto, in soldoni: se il bonus base è di 100 € e il fattore di rigioco è 10, il volume richiesto è di 1.000 € di puntate, e con un margine del 5 % la perdita attesa per completare i requisiti si aggira sul 5 % di quel volume, cioè circa 50 €. Contano solo le giocate alla quota minima richiesta o superiore: una puntata a quota troppo bassa non concorre al rigioco e sposta la scadenza, non la riduce. Se l’offerta prevede una quota minima per la giocata valida e una finestra temporale per completare i requisiti, quei due parametri decidono se il bonus si incassa o si perde, molto più del valore di facciata.
Il fattore di rigioco non è regolato da nessuna norma. Non esiste un tetto statutario né al bonus né ai requisiti: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, uno per uno. Ed è proprio per questo che vanno letti prima di versare, non dopo aver scoperto che il saldo bonus non si preleva.
E c’è un dettaglio che nessun banner mette in evidenza: il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Le due cose vengono continuamente confuse, e la confusione è utile a chi vende.
Il conto fiscale, che si chiude in modo diverso sulle due strade
Qui la differenza tra le due strade diventa visibile anche a chi non guarda mai un termine e condizione.
Sul lato del concessionario, l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato — è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Sul lato del giocatore, la regola riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 è che le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una affermazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di sempre: prima di fare affidamento su questo punto per una cifra rilevante, conviene consultare un commercialista.
Sulle vincite da siti senza concessione o esteri cambia tutto, e conviene dirlo con precisione perché è il fondamento su cui poggia la scelta. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quella che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Il confronto, su questo punto, è brutale nella sua semplicità. Con un concessionario il prelievo cade sull’operatore e il giocatore non compila nulla. Con un sito estero il prelievo ricade sul giocatore, che deve ricostruire l’importo, dichiararlo e sapere che l’intero importo ricevuto è imponibile senza deduzioni. Chi cerca un sito non AAMS per «pagare meno» dovrebbe leggere questa riga due volte.
Il conto che nessuna pagina di confronto mette in cima
Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4. ADM, il 28 febbraio 2024, lo riassume così: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Quella è la regola sul lato del giocatore, così come la enuncia ADM stessa. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro giocatori non risultano.
Il resto della cornice riguarda chi offre e chi pubblicizza. L’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero. ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, «comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM lo fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Sulla applicazione, i fatti recenti sono tre e vanno tenuti separati dalla norma. La stampa di settore riporta che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. L’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
La conseguenza pratica per chi legge una comparazione è diretta. Un bonus di benvenuto esiste. Ciò che non può esistere è la sua pubblicità fatta nel modo in cui la fa mezzo mondo. Se un sito promuove un bonus con vincite in denaro su canali che il divieto copre, sta assumendo un rischio che è suo e non del giocatore — ma che dice qualcosa su come quel soggetto legge le regole.
I pagamenti, e il punto in cui il sistema si chiude
I «punti vendita ricariche» (art. 13, D.Lgs. 41/2024) funzionano così: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccherie, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € alla settimana complessivi. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Sui binari che le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non esiste una norma che nomini binari approvati.
Il dettaglio dei 100 € settimanali in contanti non è folklore: è il segno che il sistema italiano ragiona per tetti, anche quando il tetto sembra piccolo. Chi arriva da un .com senza concessione, dove il deposito si fa con qualunque strumento senza chiedere niente a nessuno, legge in questo limite una seccatura. Chi ha visto una ricarica fatta in dieci minuti diventare un problema di identificazione, invece, ci legge un confine.
I dieci concessionari ADM: cosa offre ciascuno e a chi serve
La classifica che segue tiene l’ordine dell’elenco e non un ordine di merito: tutti e dieci hanno una concessione ADM per il gioco a distanza e un sito .it. Il numero di concessione è quello che si controlla. Dove la scheda non porta una dichiarazione dell’operatore sulla materia di questa pagina, la recensione resta su ciò che l’operatore stesso dichiara sul prodotto e sulla licenza, e non aggiunge nulla che non sia scritto lì.
StarCasinò: l’app dove il casinò viene prima, lo sport dopo
StarCasinò opera con concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò: la scommessa c’è, ma è ospite di una casa costruita attorno al casinò.
Sul conto, sull’identificazione e sull’autoesclusione questa scheda non porta una dichiarazione dell’operatore da citare, e non me la invento. Chi apre un conto qui lo fa sapendo una cosa sola di sicuro: la concessione è in regola, ed è per sito. Chi cerca questo marchio di solito non cerca un bookmaker — cerca un casinò con l’app. La coincidenza dei due profili sotto lo stesso tetto è comoda, ma non trasforma una slot in una scommessa sportiva.
Verdetto: la licenza c’è, il prodotto sportivo è accessorio, e il concessionario Azzurri Limited è lo stesso che sta dietro Betsson.it — chi scegli StarCasinò per l’ampiezza del palinsesto sta guardando l’app sbagliata.
Sisal: il palinsesto enorme e il conto che si apre con Touch ID
Sisal espone la concessione ADM n. 16020 a Sisal Italia S.p.a. I numeri del suo prodotto sono i più alti della lista: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket, secondo la sua stessa app. Il catalogo dei mercati è altrettanto fitto: Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, e giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
L’apertura del conto è ridotta all’osso: l’app Sisal Matchpoint consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. È una comodità reale, e vale la pena dire perché: su un bookmaker con 15.000 eventi live, la velocità con cui si entra nel conto è parte dell’esperienza, perché una quota live cambia mentre si digita la password.
Chi ha il profilo del giocatore che vive di eventi in diretta trova qui quasi tutto quello che serve, e in più il cash out. Chi cerca procedure esplicite su limiti e autoesclusione, invece, deve guardare altrove: la scheda non le porta, e su questa pagina quelle restano fuori dal confronto. Il numero di eventi live non è una misura della qualità del prezzo: un bookmaker può avere mille eventi e margini più larghi di un altro che ne ha cento.
Verdetto: il palinsesto live è la ragione per aprire un conto qui, il resto è ordinaria amministrazione di un grande concessionario — e nessuno dei due numeri dice quanto costa la singola giocata.
Betsson (Betsson.it): il pre-match e il live con i mercati che contano
Dietro Betsson.it c’è Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo: è il ritratto di un operatore generalista che ha capito la lezione dei mercati, quello che un giocatore di calcio cerca quando vuole costruirsi una giocata a mano invece di scegliere da un menù.
La struttura dei mercati nominati è la più interessante della scheda. 1X2 e Under/Over sono i due mercati a margine più stretto, e sono quelli su cui un giocatore attento costruisce le singole; i marcatori e le combo sono i mercati in cui il margine si allarga e la quota sembra generosa perché è improbabile. Il fatto che l’operatore li metta tutti nella stessa frase dice poco sulle condizioni di ciascuno e molto sulla sua ambizione di copertura.
Sull’identificazione e sugli strumenti di gioco responsabile la scheda non porta una dichiarazione da citare. Chi apre un conto qui lo fa su un concessionario dello stesso gruppo di StarCasinò: due marchi diversi, un solo titolare, due siti .it ciascuno con la propria concessione. È un dettaglio che a molti sfugge e che spiega perché due brand apparentemente concorrenti possano condividere back-end e procedure.
Verdetto: la combinazione pre-match e live con mercati da costruzione è la proposta più solida della lista — ma un catalogo di mercati non riduce il margine di per sé, e chi gioca marcatori e combo lo incontra più alto che su un 1X2.
SNAI: la tradizione, il risultato esatto e il cash out
SNAI ha la concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa. L’app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Le tre modalità di giocata meritano una riga di spiegazione, perché non sono la stessa cosa con tre nomi. La singola è una giocata su un evento. La multipla è un’unica giocata che lega più eventi: perché paghi, devono uscire tutti, e le quote si moltiplicano mentre le probabilità si comprimono. Il sistema è una famiglia di multiple combinate, dove si paga un certo numero di giocate per coprire diverse combinazioni degli stessi eventi. Le tre cose convivono in una sola app, e il fatto che l’operatore le presenti insieme dice quanto quella parte di pubblico pesi nel suo conto economico.
L’elenco dei mercati — risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori — è il catalogo tipico di un operatore con un pubblico che segue il calcio da vicino, quello che discute di un rigore al bar per una settimana. Il Cash Out, dal canto suo, non è un regalo: è un modo per incassare una posizione prima della fine dell’evento, e il prezzo lo fa il bookmaker.
Verdetto: un bookmaker per chi costruisce giocate composte e segue i dettagli della partita, non per chi vuole la singola secca — e il sistema, per chi non l’ha mai usato, si studia con calma prima di pagarlo.
Eurobet (Eurobet.it): quando il palinsesto esce dallo sport
Eurobet opera con concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale: la stessa società che gestisce anche Bwin.it e giocodigitale.it. Il palinsesto dell’app è il più curioso della lista, e lo dico senza ironia: va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.
Gli scacchi, il cinema e le elezioni in un unico palinsesto sportivo dicono qualcosa di preciso su come questo operatore vede il proprio pubblico. Non è un bookmaker per tifosi, è un bookmaker per chi vuole avere un pensiero su qualsiasi cosa accada, e vuole poterlo giocare. È una scelta di posizionamento, non un caso: la profondità su sport minori e su eventi non sportivi costa meno, in termini di palinsesto, della profondità sui grandi campionati.
Il rovescio della medaglia è che un palinsesto larga su tutto tende a essere meno profondo dove la concorrenza è più feroce, cioè sui mercati dei grandi campionati, dove i margini si stringono. Chi cerca il mercato esotico trova pane; chi cerca il prezzo più stretto sul 1X2 di Serie A deve guardare i numeri, e i numeri di questo operatore non sono in questa scheda.
Lo stesso titolare di StarCasinò e Betsson non è, e questo va detto perché le tre schede insieme mostrano quanto sia affollato il gruppo di società che tiene più concessioni.
Verdetto: scelta obbligata per chi vuole giocare eventi che gli altri bookmaker nemmeno quotano — e per chi cerca il massimo della profondità sul calcio italiano è una seconda scelta, non una prima.
bet365: il partner globale che mette per iscritto le pause di gioco
bet365 ha la concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È l’unica scheda che nomina una partnership internazionale di quel livello, e il dato dice anche altro: il concessionario è una società maltese, cioè il caso più chiaro di operatore internazionale che ha preso la strada della concessione italiana invece di quella offshore.
Sul lato delle tutele, bet365 è uno dei due operatori della lista a mettere per iscritto una batteria di strumenti: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. C’è in più un dettaglio che non mi aspettavo di trovare nella scheda di un bookmaker: per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero verde dentro la descrizione di un’app di scommesse non è marketing. È la testimonianza che qualcuno, nel percorso di prodotto, ha deciso che quella informazione dovesse stare lì.
Il palinsesto che accompagna tutto questo è solido ma non enciclopedico come quello di Eurobet o Sisal: Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis coprono bene i grandi sport anglosassoni e le corse, e lasciano fuori le nicchie. Chi cerca gli scacchi o il volley trova un altro operatore.
Verdetto: la combinazione tra una rete internazionale e strumenti di gioco responsabile nominati uno per uno è quella che regge meglio un confronto serio — e chi considera la trasparenza sulle procedure un criterio di scelta qui trova di che argomentare.
Goldbet: l’identificazione doppia e il bonus legato all’app
Goldbet ha la concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto, secondo quanto dichiara l’operatore stesso.
Sul versante dell’identificazione c’è un dato che vale più della lista dei mercati. Gli operatori offrono l’apertura del conto con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e Goldbet la offre anche con CIE tramite un fornitore SPID. Sono due strade di identità digitale accanto a quella classica, e per chi ha già SPID o CIE significa un conto aperto senza caricare fotografie di documenti. È il dettaglio che fa risparmiare tempo davvero, e in una pagina che parla di identificazione vale più di dieci mercati in più sul palinsesto.
Sul bonus di benvenuto legato all’app, l’osservazione che vale la pena fare è quella di sempre: l’importo di facciata non è il valore dell’offerta, e senza i requisiti di puntata davanti non si sa quanto costi incassarlo. Chi apre il conto per il bonus dovrebbe leggere prima il fattore di rigioco e la quota minima valida per il conteggio.
Verdetto: la doppia via di identificazione SPID o CIE è la ragione concreta per preferirlo a un pari caratteristiche — e il bonus legato al download dell’app va valutato sui requisiti, non sull’importo.
Planetwin365: i campionati e i risultati in diretta
Planetwin365 opera con concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Sulle dichiarazioni relative a identificazione, limiti e autoesclusione la scheda non porta nulla da citare.
Il dato interessante di questa scheda è la presenza della Serie C accanto alla Premier League. Un operatore che quota la Serie C sta lavorando su un pubblico di scommettitori che conosce il calcio italiano minuto per minuto, quello che sa chi gioca in mezzo alla classifica di un girone. È un posizionamento preciso, ed è anche il tipo di palinsesto che un operatore offshore non costruisce, perché costruirlo richiede una rete locale.
I «risultati in diretta» sono una funzione di servizio, non una garanzia: servono a seguire quello che si è giocato, non a prevederlo. E le oltre 20 tipologie di sport dicono che la copertura è larga, senza dire nulla sulla profondità dei mercati dentro ciascuno.
Verdetto: il richiamo è la copertura del calcio italiano fino alla Serie C — chi segue i campionati minori trova qui quello che i grandi operatori internazionali spesso non quotano.
AdmiralBet: i limiti scelti in registrazione e l’autoesclusione che vale su tutto
AdmiralBet opera con concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. È il primo dei due operatori della lista che portano una dichiarazione esplicita sulla materia di questa pagina, e la porta in modo strutturato.
L’apertura del conto si fa con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Il conto chiede poi di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La simmetria è la cosa da notare: la macchina rallenta il giocatore quando vuole alzare il tetto, e non quando vuole abbassarlo.
Sull’autoesclusione le condizioni di AdmiralBet prevedono l’esclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta: è il meccanismo che rende questo strumento diverso da un semplice blocco sul singolo sito, e AdmiralBet lo dice nei propri termini.
L’SPID di livello 2 con importazione automatica dei dati è il secondo dettaglio tecnico che pesa: significa che chi ha un’identità digitale non ricarica i documenti un pezzo alla volta.
Verdetto: è l’operatore della lista che tratta limiti e autoesclusione come parte della procedura di apertura e non come una sezione da nascondere nei termini — per chi vuole che i propri tetti li decida al momento dell’iscrizione e non dopo, questa è la scheda da leggere per prima.
BetFlag (Betflag.it): SPID e CIE fin dall’apertura del conto
BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. È il secondo operatore della lista con una dichiarazione propria sulla materia: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
La combinazione di SPID e CIE fin dall’apertura è lo stesso terreno su cui si muove Goldbet, ed è una scelta che dice molto su quale pubblico l’operatore si aspetta. Chi apre un conto con SPID lo apre in pochi minuti e senza documenti da fotografare; chi apre con la registrazione classica impiega di più, e deve ricordarsi che senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. La seconda strada è legittima; la prima, semplicemente, non ha quel problema.
Il richiamo ai 18 anni non è una formalità legale scaricata a piè di pagina. È l’età che la legge italiana fissa, ed è la stessa che compare tra i principi dell’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 e nelle condizioni di concessione, che includono l’esclusione dei minori dal gioco.
Verdetto: due strade di identità digitale dichiarate fin dall’apertura del conto sono l’argomento migliore di questa scheda — e chi non ha SPID né CIE lo sa prima di iniziare, che è il momento giusto per saperlo.
Che cosa conviene, e a chi: la scelta in tre passaggi concreti
Mettere dieci operatori in fila non risolve la scelta, la sposta. La decisione vera si prende su tre passaggi, e in ognuno delle due strade possibili una delle due non offre nulla.
Primo passaggio: che cosa vuoi che resti fermo quando qualcosa va storto. Se la risposta è «voglio che il mio limite di deposito valga, che la mia autoesclusione valga anche altrove e che se litigo ci sia un’autorità italiana», la strada è il concessionario ADM, e la domanda si sposta su quale. Se la risposta è «non voglio limiti», sappi che cosa stai comprando: non è libertà, è assenza di rete. Un conto senza RUA non è un conto più libero, è un conto dove il limite esiste solo se te lo dai tu, e dove l’autoesclusione che hai chiesto altrove non arriva.
Secondo passaggio: quanto giochi, non quanto depositi. Il limite di deposito scelto in registrazione governa il denaro che entra, non il volume che gira. Se il tuo giro settimanale supera il deposito, l’unica cifra che dice quanto ti costa il gioco è il margine per il volume: con 100 € alla settimana su un mercato con margine intorno al 5 %, la perdita attesa è nell’ordine di qualche euro a settimana, e nell’ordine delle centinaia di euro su un anno, come stima media e non come esito garantito. È il numero che va confrontato con il valore del bonus, non il contrario.
Terzo passaggio: quale operatore, dentro la strada giusta. Qui entrano i criteri del confronto e non la classifica. Chi vuole procedure esplicite trova AdmiralBet e bet365; chi vuole il volume live trova Sisal; chi cerca il campionato minore trova Planetwin365; chi vuole giocare quasi tutto trova Eurobet; chi vuole costruirsi la giocata trova Betsson e SNAI; chi apre il conto con SPID o CIE trova Goldbet e BetFlag; chi vuole il casinò con un bookmaker dentro trova StarCasinò.
Chiusa la scelta, restano in mano tre cose che nessun bonus cambia: il margine del mercato su cui giochi, i requisiti di puntata dell’offerta che accetti e il limite di deposito che hai scelto in registrazione. Le prime due non le controlli; la terza sì.
Domande frequenti su siti non AAMS e concessioni ADM
Quali rischi si corrono a scommettere su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuno degli strumenti che valgono su un conto con concessione vale lì. Niente RUA, quindi un’autoesclusione chiesta altrove non ti protegge; nessuna vigilanza ADM né foro italiano; inibizione DNS e mirror che si spostano; e, per come la legge 401/1989 è enunciata da ADM, un’ammenda e l’arresto fino a tre mesi per chi partecipa a scommesse organizzate da non concessionari.
Come faccio a verificare che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che lega ogni riga a un sito .it, e si incrocia il numero di concessione stampato nei termini dell’operatore con la società titolare. L’elenco non ha una colonna per i giochi: che il sito offra davvero scommesse sportive lo mostra il suo palinsesto.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è il registro istituito nel 2018 che raccoglie le richieste di autoesclusione. L’effetto è ampio: chi si esclude è bloccato su ogni piattaforma autorizzata nel Paese e nelle sale sul territorio, qualunque sia il concessionario presso cui la richiesta è stata presentata. I siti senza concessione al registro non sono collegati.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, la stampa, le affissioni e internet. L’AGCOM la fa rispettare con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il bonus, in sé, non è vietato.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già all’iscrizione, con un abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzare un tetto. L’art. 15, comma 1 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici e strumenti di autoesclusione.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM risultano tassate alla fonte secondo la stampa di settore: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, ma è una affermazione non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Sulle vincite da siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi, imponibili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni.
Siti non AAMS ed esteri – pagareconappscommese.com
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