Siti di scommesse stranieri 2026: le due strade, la concessione e quella che non ce l'ha

Updated Novembre 2026
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Chi cerca un bookmaker «straniero» cerca quasi sempre una cosa sola: un conto che l’Italia non ha ancora autorizzato, o che non autorizzerà mai. Il punto è che la domanda si può girare in due modi opposti. Da una parte c’è il sito che opera sotto una concessione ADM con una it finale, dall’altra il dominio che accetta giocatori italiani senza alcun titolo: sul primo la partita è regolata, sorvegliata e con tutele che il giocatore sceglie in fase di registrazione, sul secondo non esiste nessuna di queste cose e il rischio ricade interamente su chi scommette. Questa pagina prende le due strade una per volta e dice per chi ciascuna ha senso.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

4 Novembre 2026 — Concessioni, numeri di registro e riferimenti normativi verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sulla pagina delle inibizioni della stessa Agenzia.

Che cosa rende «straniero» un bookmaker agli occhi di chi cerca

La parola straniero fa un lavoro strano nel mercato italiano. La usa chi cerca un sito senza concessione, ma la usa anche chi cerca un bookmaker internazionale che in Italia c’è, con tanto di concessione, e che semplicemente appartiene a un gruppo estero. Le due cose non hanno niente in comune e conviene separarle subito.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata da ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che il mercato continua a chiamare AAMS. Non è una licenza aperta: è un titolo assegnato per gara pubblica, e vale per il singolo sito, non per l’azienda. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, è concessionaria con il numero 16012 su Eurobet, ma la stessa società compare anche su Bwin e su Gioco Digitale: tre siti, tre posizioni distinte nell’elenco. Chi pensa «la società è autorizzata, quindi tutto ciò che apre è autorizzato» sbaglia di un livello.

Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, è il testo che regge l’intera architettura. All’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange. Sono giochi diversi, con mercati diversi e rischi diversi, e il titolo per farli non è automaticamente lo stesso.

Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Ecco la conseguenza pratica, quella che nessuna pagina promozionale scrive in grande: un marchio internazionale che sbarca in Italia non porta il proprio nome nel registro, porta una società. Dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., dietro Betsson e StarCasinò la stessa Azzurri Limited, dietro bet365 la Hillside (New Media Malta) Plc. Chi verifica guardando il marchio non verifica niente.

La normativa che decide chi può raccogliere una scommessa in Italia

L’elenco dei concessionari e le regole di ADM

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblico e si legge direttamente sul sito dell’Agenzia. Vale la pena guardarlo per come è fatto, non solo per quello che contiene. Ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un singolo sito it. Non ha una colonna per i giochi.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Quella colonna mancante è la trappola. Una concessione può coprire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione, e il registro non lo dice. Un nome presente nell’elenco dimostra che quel sito è autorizzato a raccogliere gioco a distanza in Italia; non dimostra che offra scommesse sportive. Quello lo mostra il palinsesto dell’operatore, cioè il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, come lo definisce l’articolo 2, lettera s) del decreto. Una scommessa si può prendere solo su eventi presenti nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.

Quanti marchi abbiano davvero scommesse sportive, e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di ciascuno, il dato non lo dice. Il lettore lo controlla in due minuti sul sito dell’operatore, nella sezione del programma di gioco.

I numeri delle concessioni dei dieci operatori esaminati più sotto valgono come esempio di come si legge il registro: Scommesse Sisal Italia con 16020, Lottomatica con 16010, NetWin con 16035, Eurobet con 16012, BetFlag con 16008, Betsson con 16027, William Hill Malta Plc con 16044, StarCasinò con 16026, bet365 con 16030, Planetwin365 con 16007. Ogni operatore dichiara il proprio numero e la propria società nei termini e condizioni. È lì che si guarda, non in una classifica.

Cosa dice l’articolo 4 della legge 401/1989 a chi scommette

La legge 13 dicembre 1989, n. 401 è la norma che ADM stessa ha richiamato in un comunicato del 28 febbraio 2024, e la parte che riguarda il lettore è quella meno citata. Il testo prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. Poi aggiunge una frase che nessun sito estero riporta tra le proprie condizioni: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta qui alcun procedimento penale avviato contro un giocatore. Le due cose non si annullano a vicenda, e vale la pena dirlo senza girarci intorno: la norma esiste, l’Agenzia la rivendica come propria lettura, e la dimensione economica della sanzione resta indeterminata. Chi scommette su un dominio senza concessione non sta violando un regolamento interno di una piattaforma. Sta dentro un perimetro che ADM descrive in termini penali.

Sul versante degli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando la giocata viene accettata all’estero. La geografia del server non conta. Conta dove sta il giocatore.

Inibizione, oscuramento e chi paga la multa

L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

ADM blocca domini web privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e indica che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Il meccanismo è quello che i giocatori italiani chiamano oscuramento: il dominio inibito viene reindirizzato verso una pagina di avvertenza che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.

Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori di connettività restano indietro rispetto all’elenco — è la ragione per cui un sito oscurato può ancora aprirsi, per qualche giorno, su una rete e non su un’altra. L’effetto collaterale è noto a chiunque frequenti certi ambienti: gli specchi dei domini bloccati ricompaiono nel giro di ore.

Poi c’è la parte che riguarda i soggetti che l’inibizione dovrebbero applicarla. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Il numero è per violazione, non per anno: per chi gestisce pagamenti a volume industriale è una cifra che cambia il calcolo, non una tassa di esercizio.

L’articolo 22, comma 1 del decreto del 2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di maneggiare denaro di gioco per operatori senza concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Chi racconta che i pagamenti verso l’estero sono già chiusi sta descrivendo un futuro possibile, non un fatto.

Pubblicità, Decreto Dignità e il silenzio promozionale

Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita testualmente nel comunicato del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, secondo la stampa di settore; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti — il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica al bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese, non è mai diventata legge: l’esito non è stato trovato e al momento della verifica il divieto resta in vigore.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile all’articolo 3, lettera l), e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, all’articolo 3, lettera m) e all’articolo 15, comma 3.

Una nota di merito, però: ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti di AGCOM. Il divieto colpisce tutti, ma chi pubblicizza un sito estero rischia anche in quella direzione.

E i bonus? Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Non esiste un tetto statale né all’importo né ai requisiti di puntata, quindi ammontare, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore, uno per uno. È una delle poche materie in cui l’Italia ha scelto di non fissare un numero.

Gioco responsabile: gli strumenti che esistono solo dentro il sistema

Limiti di deposito, di spesa e di tempo alla registrazione

L’articolo 15, comma 1 del decreto del 2024 elenca cosa deve esserci. Alla lettera a) gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita; alla lettera b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lettera c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il punto che sfugge a chi arriva da un sito estero è dove questi limiti nascono. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Non è un’impostazione nascosta in un menu, è un passaggio della procedura. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quel ritardo è la parte che conta: serve a impedire che una serata storta si trasformi in un limite alzato per ripicca.

Il giocatore che deposita il lunedì e vuole alzare il tetto il lunedì stesso non può. Deve aspettare una settimana, e in quella settimana o gioca con quello che ha o non gioca.

Quanto sia il limite di deposito che ADM fissa nella gara, e quanto quello che ciascun operatore propone di default, resta fuori da questa pagina: sono valori che l’utente vede nella propria procedura di registrazione, ed è lì che vanno letti prima di confermare.

RUA e autoesclusione: come funziona davvero

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’articolo 15, comma 1, lettera e) del decreto impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore.

La meccanica merita attenzione perché è l’unico strumento di questa pagina che ha un effetto fuori dal singolo conto. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Chi si esclude da un bookmaker si esclude da tutti quelli con concessione, e dalle sale fisiche.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una stampa di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Le due griglie di durata convivono perché la seconda è più recente, e il passaggio da 30-60-90 a 7-270 è un allargamento in entrambe le direzioni: finestre più corte per chi vuole fermarsi una settimana, e molto più lunghe per chi ha capito che la settimana non basta.

Il dato che un sito senza concessione non può dare è questo: quei siti non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude tramite un concessionario resta esposto su un dominio estero, perché l’esclusione vive nel registro e il registro contiene solo operatori autorizzati. Un giocatore che ha preso la decisione più seria che un giocatore possa prendere la vede svuotata di senso da un dominio che non compare in nessun registro.

Verifiche di identità e protezione dei minori

L’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Un conto di gioco richiede l’identificazione piena anche sul versante tecnico. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Il conto Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Goldbet, secondo le pagine di settore, consente anche il CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Sul fronte del sostegno, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero vale più di qualunque sezione «gioco sicuro» scritta in caratteri piccoli, e vale anche per chi ha letto questa pagina fino a qui per ragioni che non sono di svago.

Infine, l’articolo 15, comma 2 del decreto mette un obbligo di informazione in capo ai concessionari: ciascuno spende lo 0,2 % del proprio ricavato netto, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Detto senza giri di parole: quella cifra esce dal margine incassato sui giocatori ed è il legislatore a decidere che ci torni sotto forma di messaggi.

La tassazione: chi paga e chi non dichiara

L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’articolo 4 del Decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta è fisica e 24,5 % se è a distanza, calcolata sulla differenza tra incassi e vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile, il dato non lo dice.

Per il giocatore la questione è più semplice, ma non identica nei due scenari. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una lettura riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e la conclusione onesta è la stessa che darebbe un professionista: consultare un commercialista.

Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono invece un percorso tutto diverso. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per siti registrati od ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. In sintesi: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

C’è una asimmetria che vale la pena mettere in chiaro, perché è il contrario di quello che suggerisce il marketing dell’estero. Sul sito estero il lettore incassa lordo e poi sbaglia la dichiarazione. Sul concessionario incassa netto e non compila nulla.

La classifica: dieci concessionari e cosa li distingue

I criteri con cui leggere il confronto

I dieci operatori che seguono hanno tutti una concessione ADM e un sito it proprio. Non è una classifica di qualità complessiva, non è una raccomandazione, e non è l’intero mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di licenza. È una selezione di dieci casi utili a mostrare come si distribuiscono le differenze.

I criteri sono quattro, e il primo non è negoziabile. Il numero di concessione e la società concessionaria dicono chi risponde davanti all’Agenzia, e su questo non c’è margine di interpretazione: le carte seguenti riportano la licenza letta dall’elenco. Il secondo è il palinsesto, cioè quali sport, quali competizioni e quante tipologie di giocata entrano nel programma approvato. Il terzo è il tipo di offerta di benvenuto, che va letta per quello che è e non per come si chiama: un bonus in denaro non è un bonus senza deposito, e un bonus di verifica non è un bonus di benvenuto. Il quarto è quanto di ciò che l’operatore promette è verificabile dai suoi stessi termini.

I marchi del confronto in sintesi

Marchio Numero di concessione e concessionaria Che cosa stabiliscono i termini dell’operatore
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket; tra le giocate la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal/No Goal e Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima della fine
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura del conto con procedure di identificazione SPID e CIE accanto alla registrazione classica
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus Sport da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale, bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta

La tabella mostra una cosa che le colonne non dicono: il primo criterio è l’unico uniforme. Ogni riga ha un numero di concessione perché ogni riga passa dallo stesso registro, mentre la terza colonna raccoglie cose di natura diversa — un importo di bonus, una copertura di campionati, un metodo di identificazione, un palinsesto. Non è un difetto della tabella, è la realtà del confronto: gli operatori non differiscono sulla licenza, differiscono su tutto il resto. Chi cerca il marchio «migliore» in assoluto sta cercando una colonna che non esiste.

Sisal: il catalogo più largo del gruppo

Sisal Italia S.p.a. è concessionaria con il numero 16020 su Sisal, e la sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Il numero live è quello che pesa. Quindicimila eventi non significa che il giocatore ne guarderà più di due: significa che un pomeriggio di mercoledì, quando i campionati maggiori tacciono, la schermata non è vuota. È la differenza tra un bookmaker che vive di Serie A e uno che vive anche quando la Serie A non gioca.

L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID, e la funzione Cash Out consente di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni.

Sulla protezione, Sisal è dentro la stessa architettura degli altri nove: limiti scelti alla registrazione, RUA, supervisione ADM. Il lettore che viene da un dominio estero e non ha mai visto una procedura di registrazione italiana resterà sorpreso dal fatto che gli venga chiesto un tetto di spesa prima ancora di poter giocare.

Il verdetto: la profondità del live è il motivo per aprirlo, e l’identificazione biometrica è il dettaglio che fa risparmiare tempo a chi scommette dal telefono a margine di una partita. Chi cerca un mercato esotico specifico non lo troverà necessariamente qui, ma chi cerca continuità di offerta in una giornata senza grandi cartelli ha poche alternative migliori nel gruppo.

Lottomatica: il marchio generalista con il calcio in vetrina

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. è la concessionaria dietro il numero 16010, e Lottomatica è il marchio che il pubblico italiano riconosce prima di guardare il registro.

L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La copertura è quella che ci si aspetta da un generalista, e il fatto che la società sia la stessa del marchio storico Goldbet dice molto su come si è consolidato il mercato italiano: un gruppo, più insegne, più posizioni nel registro. Al giocatore questo non cambia nulla di sostanziale, se non che il muro promozionale è tra marchi che appartengono alla stessa casa.

Il valore pratico sta nel calcio italiano. Chi scommette su Serie B o su una partita di cartello infrasettimanale trova qui un palinsesto che non richiede spiegazioni, e lo streaming live è la parte che rende la funzione utile invece che decorativa.

Il verdetto: è l’opzione di chi vuole un bookmaker dove non deve cercare niente, perché tutto ciò che riguarda il calcio italiano è già in vetrina. Il prezzo di quella comodità è che i mercati fuori dal calcio sono presenti ma non sono la ragione per aprire il conto.

NetWin: il bonus che il nome non nasconde

Netwin Italia S.p.a. è concessionaria con il numero 16035. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Il bonus è in denaro, non un bonus senza deposito: chi non versa almeno 20 € non riceve nulla. La differenza tra le due cose è enorme e la parola «benvenuto» non la chiarisce. Il deposito è il grilletto dell’offerta.

Il tetto di 50 € è basso e va letto come un bene. Un bonus reale del 100 % fino a 50 € è la versione sobria della «100 % bonus» che altrove si annuncia su cifre a tre zeri e che poi si scopre vincolata a requisiti di puntata pensati per non essere completati. Con che requisiti di rigioco e con quale quota minima, qui non c’è: quei termini stanno nelle condizioni dell’operatore, e vanno letti prima di versare, come per qualunque altro bookmaker.

Il requisito del conto verificato prima del bonus è la parte che fa perdere più tempo di quanto sembri. Chi si registra all’ultimo minuto prima del fischio d’inizio troverà la verifica come un ostacolo, non come una formalità.

Il verdetto: cinquanta euro reali valgono più di cinquecento promessi, e chiunque abbia provato a liberare un bonus a tre cifre sa perché. L’offerta è piccola di proposito, e per chi vuole capire come funziona un bonus di benvenuto senza impegnare capitale è probabilmente il punto di partenza più razionale dei dieci.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

Dietro il numero 16012 e il nome Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale c’è un concessionario che ha costruito il proprio catalogo in modo diverso dagli altri.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Scacchi ed elezioni nella stessa vetrina: è una scelta che divide. Chi cerca un bookmaker sportivo puro la troverà dispersiva, e ha ragione a trovare seccante dover attraversare un mercato sulle elezioni per arrivare a una partita di volley. Il palinsesto del resto è approvato da ADM evento per evento, quindi nulla di tutto ciò è un’aggiunta selvaggia: è un programma autorizzato.

Per una fascia di scommettitori non piccola, quella larghezza è esattamente il servizio. Chi segue il ciclismo, il rugby o il golf ha spesso una scelta strettissima sui bookmaker italiani, perché la maggior parte concentra l’attenzione sul calcio. Qui l’offerta c’è.

Il verdetto: è il conto giusto per chi ha una passione che non è il calcio e si è stancato di trovare dieci mercati su una partita di Serie C e tre su un grande giro. Gli altri lo troveranno più ampio del necessario — il che non è, in sé, un difetto grave.

BetFlag: l’identificazione come punto di forza

Betflag S.p.a. è concessionaria con il numero 16008, e il modo in cui si apre il conto è la caratteristica che la distingue nel confronto.

Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

SPID è la carta d’identità digitale dello Stato italiano, e il fatto che un bookmaker la usi come percorso principale dice qualcosa sul tipo di utente che ha in mente. Chi la usa salta il caricamento del documento, il controllo del codice fiscale e l’attesa della validazione: entro 30 giorni il conto non validato va sospeso e i prelievi bloccati, quindi la scorciatoia non è un lusso, è tempo.

Il rovescio della medaglia è tutto per chi non ha SPID. La registrazione classica resta, ma con la copia del documento e il rischio di scoprire un blocco sui prelievi solo al momento del primo incasso. Mettere l’identificazione forte in primo piano è corretto tecnicamente e, sul piano pratico, sposta un problema da dopo a prima: molto meglio così.

Il verdetto: l’apertura del conto è la cosa più concreta che questa carta ha da offrire, e un lettore che ha già SPID attivo la chiuderà in pochi minuti mentre su altri siti starà ancora fotografando la patente. Chi non ce l’ha non ha motivo di scegliere BetFlag per questo motivo soltanto.

Betsson: l’operatore internazionale che in Italia ha due volti

Azzurri Limited è la concessionaria dietro il numero 16027, e lo stesso soggetto compare nel registro anche con StarCasinò. È il caso più chiaro di come il mercato italiano vada letto per società e non per marchio.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Betsson arriva da una storia internazionale, e la tentazione di chi cerca «un sito straniero» è di pensare che sia la stessa cosa del dominio estero che gli è comparso davanti nei risultati di ricerca. Non lo è. La concessione italiana è un titolo preciso, e Betsson lo possiede su un sito it. Chi apre un conto su un dominio Betsson che non sia quello italiano non sta usando questo operatore: sta usando un’altra cosa che porta lo stesso nome, senza concessione, senza RUA e senza gli obblighi del decreto del 2024.

Quella confusione è, in pratica, il rischio più concreto di questa intera categoria di ricerche. Un marchio noto e regolare in Italia e il suo omonimo offshore convivono nella stessa pagina di risultati, e solo l’indirizzo li distingue.

Il verdetto: la copertura di mercati è quella di un bookmaker europeo maturo, con l’etichetta italiana che vale l’apertura del conto. Il lettore che vuole l’esperienza internazionale senza uscire dal perimetro regolato ha qui la versione corretta di ciò che stava cercando — e la verifica da fare prima di tutto è che il dominio sia quello con la concessione.

William Hill: il bonus legato al metodo di registrazione

William Hill Malta Plc è concessionaria con il numero 16044 su William Hill.

Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Il doppio binario è la cosa più interessante della carta, e non per l’importo. Dieci euro contro cinque non sono una differenza che cambia la giornata di nessuno; sono però un prezzo esplicito messo su un percorso di verifica. L’operatore dice, in cifre, che l’identificazione forte gli vale cinque euro — perché gli costa meno, e perché il conto che ne esce è già conforme. Il bonus di verifica da 5 € non è un bonus di benvenuto: è un rimborso per il disturbo, e chi lo confonde col primo resterà deluso.

Le 96 ore per inviare i documenti sono il termine pratico. Chi si registra di domenica mattina con l’intenzione di giocare nel pomeriggio ha margine; chi lo fa cinque minuti prima del fischio d’inizio no, e in quel caso conviene l’altra strada, sempre che SPID sia già attivo.

Il verdetto: l’offerta è modesta e lo dichiara, il che è preferibile a un annuncio altisonante con condizioni sepolte. La scelta tra le due strade è in realtà una scelta su quanto vale il proprio tempo, e dieci euro sono una stima onesta.

StarCasinò: il casinò che ha anche lo sport

StarCasinò è concessionaria con il numero 16026, Azzurri Limited — la stessa società di Betsson. È uno dei marchi che il settore chiama casinò-first, cioè nati attorno al prodotto casinò e cresciuti poi verso lo sport.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Va detto con chiarezza, perché è il punto in cui questa pagina non deve fare sconti: per chi cerca scommesse sportive, StarCasinò non è la scelta naturale. Il prodotto sportivo c’è, le tipologie di giocata ci sono, ma la casa è costruita altrove e l’ordine delle cose nell’app lo riflette.

Questo non lo rende inadatto. Rende inadatto il percorso. Chi ha già un conto per il casinò e vuole ogni tanto piazzare una singola sul derby evitando di aprire un secondo conto trova qui una soluzione ragionevole; chi cerca profondità di mercati sportivi troverà la stessa società, con un prodotto più orientato, nell’altro marchio del gruppo. E per entrambi vale la stessa nota: casinò e scommesse sono permessi separati con regole separate, quindi un limite che il giocatore incontra nella sezione casinò non è un limite sulla sua attività di scommesse.

Il verdetto: il prodotto sportivo regge, ma è il secondo lavoro di questa piattaforma. Chi legge la parola «casinò» nel nome sa già cosa aspettarsi, e fa bene ad aspettarselo.

bet365: il partner UEFA con la schermata più fitta

Hillside (New Media Malta) Plc è concessionaria con il numero 16030 su bet365.

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia.

La lista degli sport è la più internazionale delle dieci, e l’ippica segnala un pubblico che non è solo quello del calcio domenicale. Sul versante live, i mercati dentro una singola partita sono la ragione per cui molti giocatori scelgono questa piattaforma, e sono anche la ragione per cui è facile giocare più di quanto si era deciso: le quote si muovono, l’interfaccia è veloce, e il cash out è sempre a un tocco.

Qui il limite di versamento scelto in registrazione smette di essere un modulo da compilare e diventa lo strumento che conta. È l’unico argine che il giocatore controlla davvero in una sessione live.

Il verdetto: è la piattaforma più completa del gruppo per chi scommette durante la partita, e anche quella che richiede più disciplina per non moltiplicare le giocate in un pomeriggio. Chi non ha mai fissato un tetto di deposito prima di aprire un conto dovrebbe fissarlo qui.

Planetwin365: il calcio europeo e la profondità per sport

Pwo S.p.a. è concessionaria con il numero 16007, il codice più basso tra i dieci.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La profondità sulle serie minori italiane è la parte che distingue. Serie C e Coppa Italia sono i mercati su cui molti bookmaker si limitano al minimo, e sono anche quelli su cui una certa fascia di giocatori passa l’anno. Se il lettore segue la sua squadra di provincia, la differenza tra trovare un 1X2 con tre mercati accessori e trovarne quindici è tutto.

Le oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta confermano una piattaforma costruita sull’ampiezza, e la Champions League come competizione di punta la tiene dentro il giro delle grandi.

Il verdetto: è il conto di chi scommette su quello che gli altri trattano di sfuggita — la Serie C, il turno di Coppa, il campionato estero minore. Chi passa l’anno solo su Serie A e grandi coppe non troverà qui niente che non abbia già altrove.

La panoramica dei dieci, senza una riga di troppo

Il confronto è chiuso, e vale la pena dire cosa non è. Non è una graduatoria: una licenza ADM non premia nessuno sul piano dell’offerta, e il registro non contiene qualità, contiene autorizzazioni.

Non è nemmeno l’intero mercato. L’elenco di ADM ha 52 righe al 25 ottobre 2026, questa pagina ne discute dieci, e un marchio assente da queste righe non è un marchio privo di concessione — è un marchio che non è stato esaminato. La distinzione conta per chi legge con l’intenzione di usare queste righe come elenco dei siti autorizzati: l’elenco autorevole è quello di ADM, ed è pubblico.

E non è una lista di «siti stranieri» nel senso che la ricerca iniziale suggeriva. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026: sono nomi che ricorrono in questo tipo di ricerca e che, per quanto riguarda il mercato italiano regolato, non hanno una posizione nel registro. Il lettore che li incontra in una pagina di risultati ha davanti a sé la scelta di questa intera pagina, applicata a un caso concreto.

Che cosa costa davvero una settimana sul sito estero

Questa è la parte in cui l’analisi diventa un numero, e il numero va preso per quello che è: una stima su uno scenario illustrativo, non una previsione e non un prezzo quotato da qualcuno. L’esempio non riproduce un’offerta reale e non nomina un operatore specifico.

Lo scenario: un giocatore ha scelto in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e punta l’intera somma una volta sola, su un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 su entrambi i lati. Le quote sono un esempio aritmetico, non un prezzo rilevato.

La prima cosa da calcolare è quanto quel mercato restituisce. Con due esiti a 1,90 il payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa 0,95. Il margine del bookmaker è il resto: circa il 5 % di ogni unità puntata, e non cambia se il giocatore vince o perde, perché il margine è un prelievo sul volume, non sull’esito.

Il costo atteso di una settimana si ottiene moltiplicando il volume per quel margine: 100 € di puntate per il 5 % dà una perdita attesa di circa 5 €. Il conto è lo stesso se il gioco dura lo stesso tempo ogni settimana. Su quattro settimane il volume è 400 € e il costo atteso sale a circa 20 €; su un anno, sempre nell’ipotesi di 100 € a settimana, il costo atteso arriva intorno ai 260 €. La banda è questa, e la condizione che la produce è una sola: che ogni euro depositato venga puntato esattamente una volta, senza rigiocate, su mercati che pagano il 95 %.

Quell’ipotesi è generosa. Chi rigioca la stessa somma più volte in una settimana non ha un costo atteso, ha un multiplo del costo atteso: il margine si applica a ogni passaggio. Il volume effettivo di chi punta dieci volte i propri 100 € non è 100 €, è 1.000 €, e il costo atteso si moltiplica per dieci. Il limite di deposito non fissa l’esposizione: fissa quanto denaro nuovo entra nel conto, che è una cosa diversa. È il malinteso più costoso del gioco online, e nessuna pagina promozionale ha interesse a chiarirlo.

C’è poi uno strato che questo conto non contiene, e non perché sia secondario. Su un sito con concessione ADM, il prelievo fiscale grava sul concessionario e il giocatore riceve l’importo netto senza dichiarare nulla, secondo la lettura di stampa già richiamata nella parte sulla tassazione. Su un sito senza concessione il percorso è diverso: secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate, le vincite online sono «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, imponibili per l’intero importo ricevuto, con dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730 e con un’aliquota IRPEF che non è nota.

Il margine del 5 % è quindi il costo visibile della scommessa, e non l’intero costo della strada. Il costo aggiuntivo della via senza concessione è composto da cose che non hanno un prezzo in tabella: la dichiarazione da fare o da sbagliare, l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi che l’articolo 4 della legge 401/1989 prevede anche per il partecipante secondo la lettura di ADM, l’assenza di RUA e quindi di qualunque protezione il giorno in cui il giocatore decide di fermarsi, e l’oscuramento del dominio che può arrivare nel mezzo di una giocata già aperta.

Una perdita attesa di 5 € per 100 € giocati dice quanto costa giocare. Non dice niente su quanto sia probabile vincere, e chi legge una stima come questa come una previsione ha capito male il numero: il 95 % è ciò che il mercato restituisce in media su un numero enorme di giocate, non ciò che restituirà al singolo giocatore in una sera.

Domande frequenti

Quali rischi concreti corrono gli scommettitori su un sito senza concessione ADM?

Il primo è giuridico: secondo la lettura di ADM, l’articolo 4 della legge 401/1989 sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi, di importo non noto. Poi ci sono l’oscuramento del dominio e l’assenza di RUA, quindi nessuna autoesclusione possibile e nessuna supervisione dell’Agenzia.

Come si controlla se un bookmaker ha la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un singolo sito it. In alternativa si legge il numero di concessione e la società concessionaria nei termini e condizioni dell’operatore stesso.

Che cos’è il RUA e che effetto ha l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le autoesclusioni richieste dai giocatori. L’esclusione registrata si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, non solo a quella presso cui è stata chiesta, e vale anche per le sale fisiche. Le durate cambiano nel tempo secondo le condizioni degli operatori.

Che cosa vieta il Decreto Dignità nella pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta ogni forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo e internet compreso. AGCOM sanziona con il 20 % del valore della pubblicità e comunque almeno 50.000 €, minimo oggi davanti alla Corte costituzionale.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione?

L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede auto-limiti su tempo, spesa e perdita e limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore. Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile: ridurlo ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM il prelievo grava sull’operatore — 24,5 % della differenza tra incassi e vincite sulla raccolta a distanza — e la stampa di settore descrive le somme come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve il netto e non dichiara nulla; è comunque il caso di consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

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