Cricket e bookmaker italiani: cosa si può giocare, e a quali condizioni

Updated Novembre 2026
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Il cricket non è calcio, e il primo effetto della differenza si sente prima ancora di aprire il conto: la quota che trovi su un incontro internazionale non nasce da un palinsesto gonfio di partite, come accade per la Serie A, ma da un listone sottile, dove ogni mercato è scelto a mano e dove la distanza fra la quota che vedi e il valore reale dell’evento si allarga. Un incontro che dura cinque giorni non si liquida come un ottanta minuti di gioco, e chi costruisce il palinsesto lo sa bene.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

La seconda conseguenza è più concreta: in Italia, per scommettere su una partita di cricket, non basta che un sito sia raggiungibile e che mostri una quota. Serve che quel sito stia sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, che il palinsesto dell’evento sia approvato, e che il conto su cui punti sia pienamente identificato. Sono tre condizioni che non si vedono nella schermata delle quote e che decidono, invece, se una vincita arriva o resta bloccata.

*Dati verificati al 4 Novembre 2026; le concessioni sono state confrontate con l’elenco ADM (ex AAMS) dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e i dettagli operativi con i termini e le condizioni dei singoli operatori.*

Come nasce la classifica: i criteri di valutazione

Prima di elencare le dieci piattaforme con concessione che tornano in questa comparazione, conviene dire cosa si guarda. Un elenco di bookmaker ordinato per «bontà» non significa niente se non si sa da dove viene l’ordine, e il cricket è un banco di prova severo proprio perché pochi operatori ci dedicano spazio.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Il primo criterio è la concessione, e ha una forma precisa. ADM rilascia concessioni per singolo sito, non per azienda, e l’elenco pubblicato riporta un codice per ogni indirizzo .it autorizzato: uno stesso gruppo può comparire più volte con siti diversi. La conseguenza pratica è che il codice identifica la pagina su cui giochi, non la società che la controlla. Quando leggi «concessione ADM n. 16010» nei termini di un operatore, quel numero vale per quel sito, e solo per quello.

Il secondo criterio è la sostanza dell’offerta sportiva: non l’esistenza di una sezione scommesse, ma cosa ci sta dentro. Qui il cricket pesca in una zona grigia. L’elenco dei concessionari non ha una colonna che dica quali giochi l’operatore possa offrire, e la concessione può coprire in qualunque combinazione scommesse sportive, poker e skill games, giochi di casino, exchange e bingo. Un nome sulla lista, da solo, non prova nemmeno che quel sito prenda scommesse sportive: lo prova il sito stesso, con il suo palinsesto.

Il terzo criterio è la chiarezza del regolamento. Il cricket ha tre formati internazionali con regole diverse — Test match, One Day International e Twenty20 — e una regola di risoluzione dei punteggi di parità differente per ciascuno. Un operatore che non spiega come liquida un incontro interrotto dalla pioggia lascia al giocatore un rischio che non ha scelto.

Il quarto è la lista degli strumenti di tutela. Un limite di deposito che si abbassa subito e si alza con calma, l’accesso al Registro Unico degli Autoesclusi, i messaggi automatici sull’attività di gioco: sono la parte dell’offerta di cui ci si accorge solo quando serve.

Il quinto criterio, l’ultimo e il meno visibile, è la trasparenza sui costi. Ogni quota contiene una fetta che il bookmaker trattiene: è il margine, e si calcola. Un operatore che pubblica le proprie condizioni in modo leggibile ti permette almeno di capire quanto paghi per giocare. Non è un dettaglio da appassionati: su un listone sottile come quello del cricket, il margine è la voce di costo più grossa dell’intero conto.

Cosa dicono i numeri: panorami a confronto

La tabella qui sotto mette a fianco le dieci piattaforme con concessione ADM di questo confronto. Le colonne tengono un dato verificabile — chi ha ottenuto la concessione e con quale codice — e la descrizione di cosa le condizioni dell’operatore dicono sull’argomento.

Piattaforma Concessione e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e live score
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Scommesse sportive su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Scommesse pre-match e live su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis; partner globale di scommesse ufficiale della UEFA Champions League
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati come esito finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Bonus di benvenuto Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0

Nessuna riga della tabella nomina il cricket, e non è una dimenticanza: è il risultato. Le informazioni pubbliche di questi dieci operatori, così come le riportano i loro termini e le schede delle loro applicazioni, descrivono un’offerta costruita sul calcio, sul tennis e sul basket. Il cricket vive, quando vive, dentro quel recinto, come una voce fra le tante di un listone. Ecco perché la colonna del concessionario è quella che conta di più: è l’unico dato che non cambia a seconda della disciplina e l’unico che si verifica su un elenco pubblico.

C’è poi una conseguenza che vale la pena mettere in chiaro subito. Due brand di questa lista condividono lo stesso concessionario: Lottomatica e Goldbet fanno capo entrambe a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., con codici distinti. Chi pensa di aprire un conto sull’uno e uno sull’altro per «diversificare» il rischio contrattuale sta parlando con la stessa società due volte. I codici sono diversi, la concessione è per sito, ma la parte che firma è una.

La colonna di destra va letta con attenzione al verbo. «Le condizioni dell’operatore dicono» significa che quel contenuto è una dichiarazione dell’operatore, non una misura fatta qui. Le due righe con cifre — il bonus di BetFlag e la freebet settimanale di William Hill — sono le sole promozioni quantificate in questa tabella, e sono anche le più esposte alle condizioni che il lettore deve leggere prima di aderire. Un bonus pari al 100 % del primo deposito non dice nulla su quanto vada rigiocato. Una freebet settimanale da 5 € non dice nulla su quanto costi la multipla che la sblocca: quello lo fa la colonna accanto, con i 20 € di giocata, i 5 eventi e la quota totale minima di 10.0.

I fondamentali del cricket: come si legge un incontro

Il cricket è uno sport a due innings per squadra nei formati corti, e la struttura della partita è la cosa che determina come si costruisce una quota. Ogni squadra schiera 11 giocatori, e i tre formati internazionali sono il Test match, il One Day International (ODI) e il Twenty20 (T20). Da lì in poi le regole divergono in modo che conta per chi punta.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Il Test match dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra. Si prevedono almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre riesce a vincere è un pareggio. Cinque giorni sono un orizzonte che nessun altro sport offre: tra la prima palla e l’ultima passano condizioni di campo, infortuni, meteo e una stanchezza che cambia il gioco. Una quota fissata il primo mattino vive in un mondo che il terzo giorno non esiste più.

L’ODI comprime tutto in una giornata e mezza di gioco: ogni squadra batte per 50 over fissi. Se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio, un tie. C’è un caso ancora più delicato: negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato, e se si giocano troppi pochi over — di solito 20 — l’incontro è dichiarato senza risultato. Per chi ha puntato su una vittoria, «senza risultato» è la parola più costosa del vocabolario del cricket: l’incontro si è giocato, la schedina no.

Il Twenty20 è il formato più vicino alla sensibilità di chi scommette su altri sport. Ogni squadra batte per un massimo di 20 over, cioè 120 lanci regolari, un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over. Compattezza vuol dire meno tempo perché l’imprevedibile accada, e quindi quote più strette e mercati più leggibili.

Sopra i tre formati c’è l’International Cricket Council, che governa il cricket: dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. Un calendario internazionale con una federazione unica è una buona notizia per chi costruisce quote: gli eventi sono datati, i risultati sono pubblici, le statistiche esistono. Il rovescio è che il cricket italiano non ha nemmeno lontanamente il volume di eventi del calcio, e questo si paga.

Pagare come? Nel modo in cui si paga sempre un listone sottile. Un mercato con pochi eventi attira meno puntate, e un bookmaker che non sa quanto volume raccoglierà su una partita protegge il margine. La conseguenza per te arriva alla cassa, non nel regolamento: sulla stessa partita di cricket trovi meno alternative di mercato — meno linee su cui ragionare, meno occasioni di confrontare due prezzi — e una quota meno generosa di quella che troveresti su un evento di calcio nella stessa fascia. È il prezzo dell’essere presto.

C’è una data che vale la pena tenere a mente mentre si legge il resto: l’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026, giocata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre, battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Un torneo di venti squadre concentrato in un mese è il tipo di evento che porta volume anche sui bookmaker italiani. Ed è esattamente il tipo di evento su cui, finita la finale, il listone torna improvvisamente vuoto.

Quote a due esiti: quanto trattiene il bookmaker

Prima di guardare una qualunque quota, conviene capire che cosa contiene. Una quota non è un pronostico: è un prezzo, e come ogni prezzo include il compenso di chi lo fa.

Prendiamo l’esempio più semplice, dichiaratamente illustrativo e non una quotazione reale: un mercato a due esiti, entrambi offerti a 1,90. Il primo passaggio consiste nel sommare i reciproci delle due quote: 1 ÷ 1,90 fa circa 0,526, e due volte 0,526 dà 1,053. Quel numero è il reciproco della quota di ritorno del mercato. La quota di ritorno è quindi 1 ÷ 1,053, cioè circa il 95 %. Il margine — quello che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su questo mercato — è la differenza fra il 100 % e il 95 %, e sta intorno al 5 %. Il risultato va letto come una banda, non come una cifra esatta: sul mercato a due esiti in questione il margine sta nella fascia del 5 %, e basta che una delle due quote si muova di poco perché il valore si sposti con lei.

Ora la parte che riguarda il cricket. Quel 5 % è misurato su un esempio a due esiti. I mercati del cricket non hanno due esiti: ne hanno tre, e nei Test match ne hanno tre con una probabilità di pareggio che nessun altro sport conosce. Aggiungere un esito a un mercato significa, per chi fissa i prezzi, aggiungere una voce di rischio, e il margine si allarga. La conseguenza è che il 5 % dell’esempio è un limite inferiore della realtà, non una stima dell’offerta sul cricket: su un listone sottile e a tre esiti ci si aspetta un prelievo più pesante, senza poter dire di quanto, perché nessun prezzo di cricket è stato misurato in questa sede.

Perché insistere tanto su un numero che non è quello dell’offerta reale? Perché è l’unico dei costi che non compare in nessuna schermata. Il bonus di benvenuto è pubblicizzato a caratteri cubitali, il requisito di rigioco è scritto nei termini, il margine non è scritto da nessuna parte. E siccome si applica a ogni singola giocata e non una volta sola, su un conto di scommesse è la voce che pesa più di tutte le altre messe insieme. Un margine del 5 % su mille euro di giocate fa cinquanta euro, statisticamente, prima di qualsiasi altro costo. Un bonus che vale dieci euro non compensa cinquanta euro.

Cosa fa cambiare il prezzo di una partita di cricket

Un incontro di cricket si muove in modi che un appassionato di calcio non ha in mente. Negli ODI la pioggia non è un fastidio: è una variabile di risultato. Il metodo Duckworth-Lewis-Stern riscrive il bersaglio della squadra che insegue, e il numero cambia con il numero di over recuperabili. Chi ha puntato su un esito prima dell’interruzione si ritrova una partita diversa da quella che aveva comprato. Sotto la soglia dei venti over, come si è visto, il risultato non esiste più per nessuno.

Nei Test match, il tempo è l’avversario di chi punta. Cinque giorni significano che una partita può esaurire il tempo con una squadra in chiaro vantaggio e registrare comunque un pareggio: è la differenza fra «sta vincendo» e «ha vinto», e nel cricket la seconda cosa non discende dalla prima. Un giocatore formato sul calcio non se lo aspetta, ed è la ragione più frequente per cui una schedina di cricket finisce in un risultato che non aveva previsto.

Nel Twenty20 tutto si concentra in poche ore, il che riduce lo spazio del maltempo e aumenta quello delle sorprese: 120 lanci sono pochi per far emergere una differenza di forza, e un super over può decidere un incontro in due minuti di gioco. Il formato è lo stesso che rende appetibile il prodotto per un bookmaker italiano: si gioca in una sera, il risultato arriva subito, la liquidazione è rapida. Non a caso è la parte del cricket più facile da collocare in un palinsesto.

La concessione ADM: cosa obbliga davvero il bookmaker

L’autorità di riferimento è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» la prima volta che compare e ancora chiamata «AAMS» da mezzo mercato. Il quadro normativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

La prima cosa da capire è che una concessione non si compra al banco: le concessioni sono aggiudicate con gara pubblica. Il testo di riferimento, all’art. 6, comma 1, elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Un concessionario può gestirne uno o più di uno.

Quanto dura? L’art. 6, comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possono esercitare uno o più di questi giochi per un periodo massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara, come prevede l’art. 6, comma 5; le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata, come dispongono l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Il punto, già incontrato nei criteri, è che la concessione è per sito e non per azienda.

E adesso la parte scomoda, quella che riguarda direttamente il cricket. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai skill games, ai giochi di tipo casino, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Stare sulla lista non dimostra, da solo, che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. E il contrario vale allo stesso modo: un brand che non compare fra le righe dell’elenco in una certa data non è per ciò stesso privo di concessione, perché l’elenco cambia. Un confronto come questo non è una concessione, e nessun posto in classifica ne assegna una.

Gli operatori, come si è visto, dichiarano numero di concessione e società nei propri termini. Quella è la fonte da leggere, ed è l’unica che il giocatore possa verificare in autonomia risalendo dall’indirizzo del sito al codice.

Palinsesto: si può puntare solo su ciò che è approvato

C’è un passaggio che decide molto più di quanto sembri. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza è secca: una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno.

Questo spiega la ragione per cui la disponibilità del cricket non è una questione di gusto dell’operatore. Un bookmaker può avere la concessione per le scommesse sportive, può avere un listone ricco e può avere un reparto tecnologico pronto, e non poter comunque mettere in vetrina un incontro che non è ancora entrato nel palinsesto. L’aggiunta è amministrativa, avviene per singolo evento, e arriva quando arriva. Nel settembre 2026 è stato autorizzato il Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore: un torneo di tennis da tavolo, per dire quanto granulare sia il meccanismo e quanto poco si possa prevedere dalla sola lettura dell’elenco.

Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto, nel dettaglio, non è dato sapere dall’esterno. E la condizione si porta dietro una conseguenza pratica per chi punta su discipline minori: prima di costruire una strategia su una competizione, conviene verificare che quella competizione sia a listino, perché il giorno in cui compare e il giorno in cui sparisce non dipendono dall’operatore.

Dentro il perimetro del palinsesto c’è anche una categoria che vale la pena isolare. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». NetWin, con le sue centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, è l’esempio più esplicito di questa categoria fra i dieci. Per il cricket simulato vale la stessa domanda di qualunque altro evento: sta o non sta nel palinsesto approvato, e finché non c’è una risposta verificabile il giocatore non ha modo di saperlo prima di aprire il listino.

L’ippica merita una nota a parte, perché nel diritto è due cose distinte. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, art. 6, comma 1, lett. c), con la definizione all’art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria. Se un brand prenda totalizzatori di ippica nazionale online è una domanda senza risposta pubblica. Non è un cavillo: sono due prodotti diversi con due titoli diversi, e chi legge «ippica» in un listone non sa quale delle due cose stia guardando.

Infine il betting exchange, che l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) ammettono come gioco separato: il giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. Betfair è descritta come la prima sede di questo gioco, con la concessione 16028, ed è l’unico brand di questa lista che ci si aspetta di trovare su quel terreno. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è, di nuovo, materia che nessun elenco pubblico chiarisce.

Siti senza concessione: cosa perde chi gioca fuori

Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la conseguenza per il giocatore è più dura di quanto il marketing offshore lasci intendere.

L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello DNS e alcuni provider arrivano in ritardo; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore che riporta l’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, con specchi che ricompaiono in poche ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati».

Poi c’è la parte che riguarda il giocatore in prima persona. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la cita ADM il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione che ne dà ADM stessa. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro giocatori non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avvenga all’estero.

Il confronto onesto si riduce a un elenco di cose che ci sono e cose che mancano. Una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza di ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro italiano. Un brand .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è soggetto al blocco DNS e, per come ADM stessa scrive la norma, espone il giocatore a una sanzione penale. Siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Con una precisazione che vale per ogni riga di questa sezione: le licenze di altri paesi hanno corso nel paese che le ha rilasciate, e da qui non si verificano.

Pubblicità e bonus: cosa vieta il Decreto Dignità

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con parole che non lasciano margine: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto, però, non è solo un divieto. Nello stesso testo, all’art. 3, lett. l) si promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile, e all’art. 3, lett. m) e all’art. 15, comma 3 si consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. La conseguenza è una linea di demarcazione che il lettore incontra ogni giorno: la promozione di un’offerta è vietata, il messaggio che invita a giocare con moderazione no, e la stessa azienda può firmare soltanto il secondo.

Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, secondo la stampa di settore sul biennio 2025-2026. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € di sanzione; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla questione se il divieto andasse notificato. Infine una proposta, non una norma: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, il cui esito non risulta. Alla data di verifica il divieto è in vigore, e questo è l’unico dato che conti.

Sui bonus, la distinzione è la stessa: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Nessun tetto di legge all’importo e nessun tetto al rigioco risultano, quindi importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da nient’altro. «Bonus di benvenuto» è il termine che usano gli operatori, e va preso per quello che è: un’etichetta commerciale che copre prodotti molto diversi fra loro.

Limiti di deposito e autoesclusione: cosa cambia al primo prelievo

La tutela del giocatore, nel D.Lgs. 41/2024, non è un capitolo di buone intenzioni: è una serie di obblighi con un contenuto preciso, e ognuno ha un effetto misurabile sul conto.

L’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Nessuna interpretazione elastica è possibile.

Sull’identità, il conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione tramite modulo con copia di un documento e tramite SPID; Goldbet consente anche la CIE attraverso un fornitore SPID. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il punto che quasi nessuno legge in anticipo è la scadenza: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano lunghi finché non arriva la prima vincita da incassare e il documento non era quello giusto.

Poi i limiti. L’art. 15, comma 1 prevede una serie di strumenti: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il limite di deposito che ADM fissa nella gara non è noto. Ma la meccanica che conta è un’altra, ed è quella che si prova in registrazione.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: un limite ridotto vale subito, uno aumentato dopo 7 giorni. Sette giorni di attesa per una decisione presa in fretta sono l’unico freno strutturale che il sistema offre, e funzionano solo se il limite iniziale è stato scelto con calma.

L’autoesclusione è il pezzo forte, ed è anche quello che le condizioni di Admiralbet descrivono nel modo più dettagliato fra i dieci operatori di questa lista: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il Registro Unico degli Autoesclusi, il RUA, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con licenza ADM e le sale sul territorio, e l’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano.

C’è una conseguenza che vale più di tutte le altre messe insieme. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude e poi continua a giocare su una piattaforma offshore non è protetto da nulla: il blocco che ha chiesto non lo raggiunge. Un giocatore che ha usato l’autoesclusione per un motivo serio e ha ancora un conto su un .com sta girando con la cintura slacciata convinto di averla allacciata.

Sull’informazione, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta, e non a caso: serve a fare informazione, non a rifare il mercato.

Sui pagamenti c’è un tassello che riguarda i limiti di spesa più di quanto sembri. I «punti vendita ricariche», all’art. 13 del D.Lgs. 41/2024, sono i tabaccai e le ricevitorie iscritti a un registro ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Chi deposita in contanti si trova quindi un tetto settimanale rigido, cento euro, che non dipende dalla sua volontà ma dal canale scelto. Sul resto delle vie di pagamento — carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria tipo SisalPay e Mooney — l’elenco buono è quello dei termini di ciascun operatore. Sulle cripto presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini le vie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la data di entrata in vigore non è confermata.

Il calendario del cricket: tornei, formati e cosa arriva in listino

Il calendario è la parte del cricket che decide quanto materiale troverai da giocare, e la sua forma non somiglia a quella di nessun altro sport. Comincia da lontano: il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019, e l’International Cricket Council governa la disciplina con dodici membri effettivi in possesso dello status di Test. Un governo unico e un calendario internazionale sono la condizione perché un bookmaker italiano possa costruire un listino sul cricket senza inventarsi gli eventi.

Il calendario dei formati è il primo filtro. Il Test match occupa fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra, almeno novanta over al giorno e il pareggio come esito possibile quando nessuna delle due squadre vince. Un evento di cinque giorni produce molti mercati ma anche molta incertezza: il meteo, il campo e il logoramento fisico entrano nel prezzo, e in nessun altro sport una quota deve reggere cinque giorni di mondo che cambia.

L’ODI è il formato più trattabile per un listone italiano: ogni squadra batte per 50 over fissi, e in caso di punteggio pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha esaurito gli over l’incontro è un pareggio, un tie. La partita sta in una giornata, il risultato arriva in serata, la liquidazione è rapida. Il problema è la pioggia, e non è un problema minore: negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato, e sotto la soglia dei venti over giocati l’incontro è dichiarato senza risultato.

Il Twenty20 è il formato che porta il cricket vicino alla sensibilità del giocatore europeo: ogni squadra batte per un massimo di 20 over, cioè 120 lanci regolari, un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over. Una sera di gioco, un esito netto, nessun pareggio da gestire.

Il secondo filtro è il palinsesto approvato, e qui il calendario si ferma. Un torneo internazionale importante entra con relativa facilità perché il volume di puntate lo giustifica; una serie bilaterale fra due squadre minori, o un campionato domestico di un paese lontano, molto meno. La conseguenza per chi punta è che la disponibilità del cricket in Italia si concentra su pochi appuntamenti grandi e si svuota nel resto dell’anno. Chi vuole giocare cricket con continuità si trova a fare i conti con un listino a intermittenza, e a questo si aggiunge la regola generale: si può puntare solo sugli eventi approvati, e ADM li aggiunge uno per uno.

Il terzo filtro è il formato del torneo, che decide quanto a lungo il listino resta pieno. La ICC Men’s T20 World Cup 2026, giocata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre, si è chiusa con la vittoria dell’India sulla Nuova Zelanda per 96 run in finale. Un mese di partite ravvicinate, con venti squadre e un vincitore certo: è il tipo di finestra in cui anche un bookmaker italiano ha convenienza a tenere aperto il cricket. Poi la finestra si chiude, e con essa il listino.

Vale la pena notare che cosa accomuna questi tre filtri: sono tutti fuori dal controllo del giocatore. Il formato di un incontro lo decide il calendario internazionale, l’ingresso nel palinsesto lo decide ADM, la durata del torneo la decide la federazione. Quello che resta al giocatore è la scelta di come leggere ciò che c’è, e su questo vale la pena spendere due parole.

Un listino concentrato su pochi eventi ha un effetto secondario poco visibile: riduce il numero di prezzi confrontabili. Su una giornata di Serie A puoi confrontare decine di mercati, e ogni confronto è un’occasione per trovare la quota meno penalizzata. Su un incontro di cricket isolato il confronto è con te stesso. Il margine che il bookmaker trattiene non cambia perché tu hai meno alternative: cambia il tuo potere di scelta, ed è una perdita reale anche se non compare in nessuna schermata.

Un’ultima cosa sul calendario, e riguarda i formati simulati. Gli eventi virtuali non hanno calendario: partono ogni pochi minuti, come nel caso delle centinaia di eventi virtuali di NetWin con partenze ogni 2 minuti, e sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. Ma restano eventi come gli altri quanto alla condizione che conta: un evento simulato deve stare nel palinsesto approvato, e nessuno sa in anticipo cosa ci sia dentro. Qualunque ragionamento sul cricket simulato comincia e finisce lì.

Le dieci piattaforme con concessione ADM

Le schede che seguono prendono i dieci operatori nell’ordine in cui compaiono nella tabella dei panorami, e per ognuno riportano la concessione come l’operatore stesso la dichiara e quello che le sue condizioni e le schede delle applicazioni dicono sull’offerta. Le note finali sono giudizi, e sono la parte che nessuna scheda tecnica può darti.

NetWin: il catalogo più largo sui formati simulati

La concessione è la numero 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su sito .it proprio. Le condizioni dell’operatore descrivono scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e live score.

Undici discipline elencate, e nessuna è il cricket. Il dettaglio che vale la pena isolare è la coda dell’elenco: gli eventi virtuali, con quella cadenza di due minuti, sono il segnale di un operatore che ha puntato su un prodotto a giro rapido. Hanno una loro dignità — l’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 li ammette dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti hanno la sezione «Virtuali» — ma sono anche l’opposto del cricket: un incontro di Test dura cinque giorni, un evento virtuale due minuti.

Il verdetto su NetWin sta in quella sproporzione. Un operatore che costruisce la propria offerta intorno a partenze ogni 120 secondi non ha alcun incentivo a investire su un prodotto dove il risultato arriva il giorno dopo, e il listino lo riflette. È una piattaforma per chi vuole giocare spesso e chiudere in fretta, non per chi cerca profondità su una disciplina.

Lottomatica: sport in diretta e lo stesso gruppo di Goldbet

Concessione numero 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy, su sito .it proprio. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita in diretta.

Il catalogo è quello di un operatore che punta sull’integrazione fra diretta e visione. Lo streaming è la parte interessante: un mercato live diventa leggibile solo se puoi seguire l’evento, e nel cricket la diretta ha un valore particolare, perché un incontro che dura un giorno non lo puoi seguire altrimenti.

Il verdetto si sposta però su un piano diverso, e riguarda la relazione con la scheda successiva. Lottomatica e Goldbet condividono la stessa concessionaria, pur con codici distinti e siti distinti. Chi sta valutando le due per avere due interlocutori commerciali differenti stia attento: la controparte è la stessa società. Sul piano del prodotto, uno streaming integrato con il listino è un argomento forte per il live, e il live è l’unico modo sensato di frequentare un listino di cricket concentrato su pochi eventi.

bet365: la borsa delle discipline internazionali

Concessione numero 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, su sito .it proprio. L’operatore si presenta come partner globale di scommesse ufficiale della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

L’elenco contiene ippica, boxe, freccette: discipline che non appartengono al nucleo del calcio e che indicano un approccio da listino internazionale. È la ragione per cui, fra i dieci, bet365 è quello su cui un appassionato di cricket farebbe la propria prima verifica, senza che questo significhi che ci troverà qualcosa. Nel settembre 2026 bet365 è stata segnalata come primo partner del Setka Cup autorizzato da ADM, secondo la stampa di settore, il che dice qualcosa sul modo in cui l’operatore tratta gli eventi di nicchia.

Il verdetto: la propensione internazionale è il suo argomento migliore per una disciplina che in Italia non ha tradizione, e la partnership globale su una coppa europea è un impegno che un operatore con un listino povero non si assume. Resta il fatto che nessuna delle sue discipline dichiarate è il cricket, e la verifica va fatta sul listino, non sulla reputazione.

Goldbet: la macchina delle schedine

Concessione numero 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., come Lottomatica, su sito .it proprio. L’app permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.

C’è un dettaglio tecnico in questa scheda che vale più di tutti gli altri: Goldbet è l’operatore che, oltre a SPID, consente la registrazione con CIE attraverso un fornitore SPID. Sulla carta è una comodità di pochi minuti. In pratica è la differenza fra un conto validato e uno sospeso, perché senza identificazione digitale il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti la sospensione blocca anche i prelievi. Chi apre un conto in un momento qualunque e pensa al documento dopo si trova, trenta giorni più tardi, con una vincita ferma.

Il verdetto riguarda quindi l’apertura, non il listino. Un operatore che ti fa entrare con CIE ti risparmia l’unico intoppo amministrativo di questa procedura, e nella struttura delle schedine italiane — live, pre-match, singole, multiple, sistemi — è un posto familiare per chi già scommette su altri sport. Sulla profondità del cricket non aggiunge nulla.

Planetwin365: l’ampiezza misurata in tipologie di sport

Concessione numero 16007, intestata a Pwo S.p.a., su sito .it proprio. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Ventidue tipologie di sport dichiarate sono, fra le schede di questa lista, il conteggio più esplicito. Ma il numero va letto per quello che è: una misura di ampiezza, non di profondità. Un listone che copre venti discipline è fatto per non lasciare scoperto nessun appassionato, e proprio per questo non può dedicare a una sola disciplina minore lo spazio che un appassionato di quella disciplina vorrebbe. Un catalogo largo e poco profondo è una scelta, ed è una scelta ragionevole per chi guarda un po’ di tutto.

Il verdetto: la ricchezza è orizzontale, e per il cricket questo significa presenza probabile e profondità improbabile. Chi cerca su un incontro di cricket una linea di handicap o un mercato sui singoli lanciatori non la troverà qui con più probabilità che altrove. Chi vuole un posto dove tutto esiste almeno in misura minima, sì.

Betfair: l’exchange come prodotto separato

Concessione numero 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., su sito .it proprio. L’app propone mercati come esito finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate.

La scheda dell’app descrive però la parte più convenzionale dell’offerta, e non è lì che sta Betfair. Il betting exchange è un gioco distinto per legge — art. 6, comma 1, lett. e), con la definizione all’art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. Betfair è descritta come la prima sede di questa formula, con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario.

Il verdetto su Betfair non riguarda il cricket, e riguarda la struttura del costo. Su un exchange la quota non è fissata da un bookmaker con il suo margine incorporato: è il prezzo che un altro giocatore accetta, e il costo diventa una commissione dichiarata. Per un listone sottile come quello del cricket questo cambia la natura del problema, perché un mercato con poco volume è un mercato dove il prezzo lo fanno i giocatori presenti, e se non ci sono, non c’è prezzo. Non c’è nulla che suggerisca che il cricket sull’exchange italiano abbia volume. Il valore dell’exchange, per chi punta su discipline minori, è di principio: è l’unico posto dove il margine non lo decide il banco.

StarCasinò: il bookmaker accessorio

Concessione numero 16026, intestata ad Azzurri Limited, su sito .it proprio. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La formulazione è quella di un prodotto casino con una sezione sportiva aggiunta, e non viceversa. Nessuna disciplina è nominata, nessun formato, nessun conteggio di mercati: «i principali eventi sportivi» è una descrizione che non restringe niente e quindi non promette niente.

Il verdetto sta nella struttura della società. Azzurri Limited è la stessa concessionaria dietro Betsson.it, e questo dice qualcosa che la scheda sportiva non dice: la casa madre è un operatore internazionale con un portafoglio di marchi, dove quello italiano è costruito intorno al casinò. Un listino sportivo che non nomina una disciplina ha la funzione di non lasciare un buco nell’offerta, non quella di servire un appassionato. Per il cricket, vuol dire una riga di presenza e nient’altro.

BetFlag: l’unico bonus quantificato, e la sua condizione

Concessione numero 16008, intestata a Betflag S.p.a., su sito .it proprio. Il bonus di benvenuto Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €, e per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, ricordando che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Due cose emergono, e la seconda conta più della prima. La prima è l’importo, il più alto quantificato fra i dieci: un raddoppio del primo deposito fino a 5.000 €. La seconda è che cosa manca accanto a quel numero: nessun requisito di puntata dichiarato nella promozione. La conseguenza è tutta a carico del lettore, perché un bonus accreditato su saldo è denaro che diventa prelevabile solo dopo aver soddisfatto le condizioni dell’operatore, e quelle condizioni vanno lette prima di depositare, non dopo.

I 5.000 € sono anche un tetto che dice qualcosa sulla clientela attesa: è una cifra pensata per chi deposita in modo consistente, non per chi mette cinquanta euro. Il verdetto si sposta lì. Se il tuo deposito è piccolo, l’importo massimo non ti riguarda in alcun modo e il prodotto che stai valutando è un raddoppio del tuo deposito, con le regole che l’operatore scrive altrove. Se depositi cifre importanti, allora quelle regole leggi prima di tutto.

Eurobet: il palinsesto che va oltre lo sport

Concessione numero 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su sito .it proprio. Il palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.

Scacchi ed elezioni politiche nella stessa riga. È una descrizione di listino che non si preoccupa della disciplina ma della copertura: se un evento ha un esito, Eurobet vuole poterlo quotare. Il baseball è la disciplina più vicina al cricket fra quelle elencate, e non è una coincidenza: sono i due sport in cui l’Europa continentale è marginale e il mondo anglofono è centrale, e un operatore che quota il primo ha le infrastrutture per valutare il secondo. Anche in questo caso, però, il cricket non compare.

Il verdetto riguarda la filosofia del listino. Un operatore che quota gli scacchi e le elezioni ha una cultura del pricing costruita su eventi fuori dal normale, e questa è la migliore condizione in cui un appassionato di cricket possa trovarsi in Italia. Ma la stessa Eurobet opera su Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it sotto la stessa concessione per sito: tre indirizzi, una società, un solo interlocutore.

William Hill: la freebet che costa una multipla da 20 €

Concessione numero 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su sito .it proprio. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Questa è la promozione più trasparente della lista, e anche la più istruttiva. Nessun marketing fumoso: 5 € a settimana, fino a 100 €, e le tre condizioni per ottenerli scritte in chiaro. La conseguenza la dà l’aritmetica. La quota totale minima 10.0 su almeno 5 eventi significa che le cinque selezioni devono avere, in media, quote intorno a 1,58 ciascuna: non bastano cinque favoriti tranquilli. E la puntata richiesta è quattro volte il valore della freebet. Nessuno gioca una multipla da 20 € per vincere 5 €: la freebet è una spinta a costruire una multipla che si sarebbe comunque costruita, non un regalo che si incassa da solo.

Il verdetto: è la promozione meglio specificata del gruppo e, per la stessa ragione, la più onesta. Ti dice esattamente quanto devi giocare e a quali condizioni, e chi non ha già l’abitudine di fare multiple da cinque eventi con una quota complessiva a due cifre scopre subito che il club non fa per lui. Una freebet il cui valore non è incassabile senza una giocata quattro volte più grande resta quello che è: una spinta al volume.

Quanto costa giocare: il margine sull’unità puntata

C’è una differenza fra un bonus e un margine, e vale la pena dirla con nettezza perché è la cosa che questo confronto ha cercato di dimostrare dall’inizio. Il bonus è pubblicizzato, ha una scadenza, un tetto e un requisito. Il margine non si annuncia: sta dentro la quota, si applica a ogni giocata e non si consuma mai. Su un conto tenuto per un anno, il secondo pesa molto più del primo.

Il calcolo, nell’esempio illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90, è presto fatto. Le quote sono dichiaratamente un esempio didattico, non una quotazione reale di un mercato del cricket. Sommando i reciproci delle due quote si ottiene circa 1,053; il reciproco di quel numero dà una quota di ritorno vicina al 95 %, e il margine, cioè la parte che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su quel mercato, si aggira intorno al 5 %. Va preso come una banda con la sua condizione — vale su un mercato a due esiti con quelle quote — e non come un numero universale. Sui mercati del cricket, che sono a tre esiti e hanno una probabilità di pareggio che nessun altro sport porta con sé, il prelievo è presumibilmente più pesante, e nessun prezzo di cricket misurato qui permette di quantificarlo.

La conseguenza pratica sta nel confronto fra quel numero e i bonus. Un margine intorno al 5 % su mille euro di giocate significa, statisticamente, una cinquantina di euro lasciati sul tavolo, e cresce con il volume: duemila euro di giocate, un centinaio. Un bonus di benvenuto da raddoppiare il deposito, come quello di BetFlag, vale molto di più solo se il deposito è grande e solo dopo aver soddisfatto condizioni che vanno lette per intero. Una freebet da 5 € a settimana come quella di William Hill richiede una multipla da 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0: il volume che quella promozione genera, al margine dell’esempio, può valere più della freebet stessa. Nessuno dei tre numeri è un guadagno: sono costi e valori medi, calcolati su molte giocate e sotto le condizioni dichiarate, non un risultato per la singola schedina.

Su questo punto la pagina prende una posizione. Il margine è il costo che nessun operatore mette in vetrina, ed è l’unico che si applica anche quando non c’è nessuna promozione in corso. Un giocatore che confronta bookmaker guardando solo i bonus confronta la parte gratuita dell’offerta e ignora quella che paga sempre. Sul cricket, con listini corti e a tre esiti, questa asimmetria è più forte che sul calcio, dove il volume di mercato tiene i prezzi più stretti.

Vale anche la pena ricordare una distinzione che il confronto fra operatori rischia di appiattire. La quota di ritorno di un mercato e il margine incassato dal bookmaker sono la stessa cosa vista da due lati: un ritorno del 95 % è un margine del 5 %. Non sono due misure indipendenti da sommare, e chi le somma crede di aver trovato un costo doppio che non esiste.

Tasse sulle vincite: cosa resta in tasca al giocatore

Sui profitti del giocatore la risposta è breve e va data con la sua fonte: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario. La stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, la descrive così: «tassate alla fonte», il giocatore riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione corretta per un caso personale è una sola: consultare un commercialista.

Dall’altra parte del tavolo c’è l’imposta che l’operatore versa. Sulle scommesse sportive a quota fissa si applica l’imposta unica del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

La conseguenza di questa architettura è che il costo fiscale non arriva mai sulla schedina del giocatore. Arriva prima: nel margine che l’operatore deve applicare per coprire un prelievo che misura una frazione del suo margine lordo. È il motivo per cui il confronto fra il 20,5 % della rete fisica e il 24,5 % del gioco a distanza non è un dettaglio contabile ma un pezzo del prezzo che trovi a video.

C’è poi il caso che vale la pena affrontare di petto, perché riguarda proprio chi è tentato da un sito estero. Per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va riassunta come: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Qui la logica del confronto si stringe in modo evidente. Un sito privo di concessione non è collegato al RUA, è soggetto al blocco DNS, espone il giocatore alla sanzione che ADM stessa richiama per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari, e in più lascia la tassazione interamente in capo al giocatore. Quattro conseguenze che si sommano, e nessuna delle quattro compare in una schermata di quote.

Domande frequenti sul cricket e sui bookmaker italiani

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto predisposto dal concessionario e approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno. Il palinsesto comprende eventi sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi, con i tipi di giocata previsti. Che il cricket vi rientri non è desumibile dall’elenco delle concessioni: si verifica sul listino dell’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, dove ogni riga porta un codice e un sito .it, e si confronta il numero con quello che l’operatore dichiara nei propri termini e condizioni. La concessione è per sito, non per azienda. Attenzione: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra un’offerta di scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota. Con dieci euro a quota 1,90 il ritorno è 19 €, di cui 9 € di profitto netto, cioè la puntata moltiplicata per la differenza fra la quota e uno. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo complessivo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato. Su un esempio a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma fa circa 1,053, quindi la quota di ritorno è vicina al 95 % e il margine, la parte trattenuta su ogni unità puntata su quel mercato, si aggira intorno al 5 %. È una banda valida per quel mercato a due esiti.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non risultano tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: la stampa di settore la descrive come tassazione alla fonte. Per le vincite da siti senza concessione, l’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi. In entrambi i casi, per il proprio caso, consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo l’attesa è di sette giorni. Admiralbet chiede limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

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