Scommesse su siti esteri: la concessione è l'unica cosa che conta
Verificato il 4 Novembre 2026 sulle pagine di ADM e sui termini e condizioni degli operatori citati.

Chi cerca un sito di scommesse estero di solito non sta cercando un’avventura giuridica. Sta cercando un palinsesto più largo, una quota che l’operatore italiano non gli dà, o un bonus che sul mercato regolamentato non trova. È una ricerca legittima e va presa sul serio, perché dietro c’è una persona che vuole giocare, non che vuole finire in un casinò senza regole.
Il punto è che «sito estero» non è una categoria. È un contenitore in cui stanno cose molto diverse: un bookmaker che ha una concessione italiana e pubblica un dominio internazionale, un operatore regolato in un altro paese europeo che accetta italiani senza autorizzazione, e un sito che nessuno controlla e che nessuna autorità europea ha mai guardato. Il primo è, di fatto, un operatore italiano con un vestito straniero. Il secondo vende un prodotto che in Italia non si può vendere. Il terzo non vende nulla: prende.
E c’è un terzo livello che quasi nessuno mette in conto quando comincia a cercare fuori. Un conto su un sito privo di concessione non è solo un conto senza tutele. È un conto fuori dal Registro Unico degli Autoesclusi, fuori dai limiti di deposito che la legge impone ai concessionari, fuori da qualsiasi giurisdizione italiana — e, per come l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS) legge la legge 401/1989, potenzialmente dentro un illecito penale per chi ci gioca. Non è una minaccia da brochure. È una regola scritta, e ADM l’ha ripetuta pubblicamente il 28 febbraio 2024.
Questa pagina prende la ricerca alla lettera: quali strade esistono davvero per chi vuole giocare su un operatore non italiano, cosa cambia tra una strada e l’altra, e dove ciascuna finisce. Non è un invito a spostarsi. È la mappa, con i costi in chiaro, così che la scelta — se c’è — sia informata.
Normativa e vigilanza: chi può raccogliere scommesse in Italia
Se c’è una cosa che il mercato italiano ha in comune con quello estero, è che entrambi usano la stessa parola per descrivere due cose opposte. Il concessionario ha un titolo rilasciato dallo Stato. Il sito che accetta italiani senza concessione, nella maggior parte dei casi, ha un titolo rilasciato da qualcun altro, in un posto che con l’Italia non ha nulla a che fare. La parola «licenza» è identica: la sostanza no.
La concessione non è una licenza qualunque
La cornice è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La parola tecnica è «concessione», e non è un dettaglio linguistico: le concessioni si assegnano con gara pubblica, non si rilasciano a chi le chiede. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione — dalla lettera a), le scommesse a quota fissa su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli, fino alla lettera f), il bingo, passando per i giochi di abilità e carte, il betting exchange e l’ippica nazionale.
Sotto l’articolo 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti non sono simbolici: serve una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Il tender di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Vale la pena fermarsi su questi due numeri, perché sono la risposta a una domanda che i lettori fanno di continuo. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Cinquantadue, non migliaia. In un mercato dove si contano a decine le pagine che promettono «i migliori bookmaker esteri», il numero vero è questo.
Una concessione per sito, e il sito lo devi guardare
Il secondo malinteso è più sottile e più costoso. La concessione è per sito, non per società. Una sola azienda può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, che sono tre righe diverse dell’elenco e tre siti diversi. Il che significa che «conosco il marchio» non è una verifica. La verifica è cercare quel dominio specifico nell’elenco.
E anche lì bisogna sapere cosa si sta leggendo. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare nell’elenco non dimostra, da solo, che quell’operatore offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. E il rovescio della medaglia vale quanto il dritto: un marchio che non compare tra i dieci esaminati qui sotto non è per questo privo di concessione. Le carte in gioco sono più di cinquanta, e questa pagina ne guarda dieci.
La scadenza più elementare, poi, sta nelle condizioni di concessione: i minori di 18 anni vanno esclusi dal gioco, e il conto di gioco richiede un’identificazione piena. Chi apre un conto con la registrazione classica carica fronte e retro di un documento valido; chi passa da SPID lo apre in pochi minuti, ma non è una scorciatoia.
Cosa non è coperto da una licenza straniera
Qui la questione diventa secca. Una licenza Curaçao, maltese o di Anjouan non ha alcun valore in Italia. Non è un’affermazione ideologica: è che l’ordinamento italiano ammette la raccolta di gioco a distanza con vincite in denaro solo per i titolari di concessione, e ADM blocca siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007.
Il punto è che nessuno di questi operatori è un truffatore per definizione. Alcuni sono società vere, regolate in giurisdizioni che hanno una loro serietà, con uffici e dipendenti. Il problema non è la loro esistenza: è che quella regolazione non ti riguarda. Un’autorità di Curaçao non risponde a un reclamo di un giocatore di Bari, non gli impone un limite di deposito, non lo inserisce in un registro di autoesclusione e non gli offre un foro italiano. Il diritto straniero resta straniero.
L’inibizione, dal DNS alla pagina di avviso
Il meccanismo con cui lo Stato chiude la porta è l’inibizione, e si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti — e questa non è una raccomandazione, è un obbligo con un prezzo attaccato.
Il prezzo, per fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo imposto da ADM, è una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata (art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41). Non è una multa simbolica, ed è esattamente la ragione per cui l’inibizione funziona: nessun operatore di rete vuole quella cifra sul bilancio.
Dal punto di vista di chi gioca, il risultato ha un nome preciso: «oscurati». Il dominio non si apre, e al suo posto compare una pagina che avverte che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Dall’aprile 2026 gli indirizzi inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026.
Chi ha provato a cercare fuori sa come va a finire nella pratica. Il blocco lavora a livello DNS e qualche provider è più lento di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta. Ma i mirror riappaiono in poche ore, con un dominio nuovo e lo stesso prodotto dietro. La conclusione onesta è che l’inibizione non rende un sito irraggiungibile per chi ci tiene davvero: rende il sito instabile, non verificabile e fuori da qualunque tutela. Chi ci gioca sta accettando che il giorno dopo il conto potrebbe essere altrove.
La regola che riguarda il giocatore, non solo l’operatore
Questa è la parte che le pagine di comparazione evitano con cura, perché non vende. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’articolo 4, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero. Fin qui l’operatore e il media. Il passaggio che conta è il successivo, e la fonte non è un blog: è ADM, che il 28 febbraio 2024 ha scritto che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Sul lato operatore esiste una regola speculare, l’articolo 4, comma 4-bis, che copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. Il quadro, insomma, non è sbilanciato: punisce chi raccoglie e punisce chi partecipa. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un caso concreto contro un giocatore non sono noti, e questa pagina non li inventa. Quello che è noto è che la regola esiste, che ADM l’ha enunciata per iscritto e che chi decide di giocare su un .com non autorizzato sta deliberatamente scommettendo anche su questo.
C’è un ultimo effetto che vale la pena nominare perché tocca chi gioca sul mercato legale solo di riflesso: ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È il motivo per cui i siti di comparazione seri, oggi, nominano solo concessionari e descrivono gli altri come fenomeno. Non è timidezza editoriale: è che la pubblicità dei giochi accettati all’estero è vietata, e il conto lo paga chi la ospita.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dentro il sistema
Hai mai provato a chiudere un conto che non volevi più usare? Su un operatore con concessione è un modulo. Su un sito senza autorizzazione è una mail a cui nessuno risponde, e non c’è nessuno a cui appellarsi dopo. È la differenza più grande tra le due strade, e non si vede finché non serve.

La tutela del giocatore in Italia non è un elenco di buone intenzioni: è un obbligo con un articolo dietro. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Un sito senza concessione non ha nessuno di questi obblighi, perché nessuno glieli ha mai scritti.
Il limite di deposito si sceglie al momento dell’iscrizione
Qui c’è una cosa che sorprende chi arriva da fuori: il limite non è un tetto che l’operatore ti mette, è una cifra che scegli tu in registrazione. Le condizioni di Admiralbet chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato, invece, aspetta 7 giorni. È una asimmetria voluta e ben pensata: rallenta chi vuole alzare, non chi vuole abbassare.
C’è anche un’asimmetria più difficile da accettare, e il lettore la scopre di solito quando è già tardi. La cifra scelta in registrazione è un vincolo, non un suggerimento: alzarla richiede attesa, e in quella settimana l’operatore non ti offre scorciatoie. Chi apre un conto «tanto per provare» con un limite alto perché non ci ha pensato, si sta costruendo un problema che avrà solo il giorno in cui vorrà ridurlo — e a quel punto la riduzione sarà immediata, ma il danno sarà già stato possibile per settimane.
La figura del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota, e non è una lacuna da colmare con un numero plausibile. Il punto vero è che il tetto legale esiste come impegno dei concessionari, e la cifra operativa la scegli tu.
Il RUA: l’unico strumento che funziona davvero
L’autoesclusione registrata nel RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è la parte del sistema di cui vale la pena parlare con ammirazione, perché è pensata contro l’utente nel modo giusto. Un’autoesclusione registrata lì si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Il registro è attivo dal 2018 e copre anche le sale fisiche.
La logica è brutale e corretta. Chi ha un problema non deve chiudere cinque conti: ne chiude uno e li chiude tutti, e non può ripresentarsi al banco accanto il pomeriggio stesso. Le condizioni di Admiralbet, per esempio, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Quel «dopo 9 mesi» è la parte più intelligente della riforma. Un’esclusione a tempo indeterminato senza via d’uscita scoraggia chi ne avrebbe più bisogno; una revocabile dopo nove mesi è una porta che si riapre solo se hai davvero aspettato. Il compromesso è ragionevole, e vale la pena dirlo perché quasi nessuno lo dice.
Il rovescio è netto. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso, che sul mercato autorizzato non riesce a entrare da nessuna parte, su un sito inibito può aprire un conto in dieci minuti con un indirizzo email. Lo strumento che doveva proteggerlo è esattamente lo strumento che lo spinge fuori dal sistema. È il paradosso più amaro di tutta questa materia, e riguarda il gruppo di persone che merita la tutela più forte.
Informazione, contatto, e i numeri che non si trovano altrove
C’è anche un dovere di informazione, quantificato: l’articolo 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavato netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Un obbligo di spesa è la forma più concreta di tutela: non «promuovere il gioco responsabile», ma metterci dei soldi e rendicontarli.
Gli operatori pubblicano poi i propri strumenti. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero, per inciso, non è un servizio dell’operatore: è il canale pubblico, e vale la pena scriverlo qui perché una pagina che parla di gioco responsabile senza dire dove si trova aiuto ha fatto metà del lavoro.
Valutazione e classifica: dieci concessionari a confronto
Ecco il punto in cui questa pagina deve dire una cosa scomoda. Una classifica dei «migliori siti di scommesse esteri» che includesse operatori senza concessione sarebbe, in Italia, una classifica di cose che non si possono pubblicizzare. E una classifica che fingesse di non saperlo sarebbe peggio: venderebbe al lettore l’idea che la scelta sia solo di quote, quando la scelta è prima di tutto di chi ti risponde se qualcosa va storto.
Quindi il confronto qui sotto è tra dieci operatori con concessione ADM, tutti su sito .it, tutti con un numero di concessione verificabile. Li ho messi in fila per numero di concessione crescente, che è l’unico ordinamento che non è un giudizio. Il giudizio arriva dopo, brand per brand, e non è gentile per tutti.
La particolarità organizzativa che va detta una volta e poi data per nota: il concessionario raramente porta il nome del marchio. Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited. Il nome della società si legge dalla riga di licenza, ed è lì che va guardato quando si vuole capire con chi si sta firmando. Diversi marchi sono casinò-first con un bookmaker dentro, e questo cambia il peso che le scommesse sportive hanno nella loro offerta.
panorami | Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa prevedono i termini dell’operatore
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa prevedono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Applicazione per le scommesse sportive con quote e risultati in tempo reale e streaming per il gioco live |
| AdmiralBet | n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Registrazione classica con documento o SPID di livello 2; limite di ricarica, spesa e tempo da impostare in registrazione |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € registrandosi con SPID; bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale |
| StarCasinò | n. 16026 — Azzurri Limited | App con scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Oltre 20 tipologie di sport e risultati in diretta, dai campionati nazionali alle coppe europee |
| NetWin | n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato e deposito minimo di 20 € |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con sezione Supercombo a quote maggiorate |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio agli scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e diretta streaming gratuita |
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, pre evento e live |
La colonna che salta all’occhio è l’ultima, perché mette in fila dieci prodotti che si assomigliano molto più di quanto le loro pagine vogliano far credere. Tutti questi operatori prendono le stesse partite, offrono quote in tempo reale, coprono il live e pubblicano streaming o risultati. Il palinsesto non è più il terreno su cui si vince un confronto tra concessionari italiani. Il terreno è altrove: quanto un’offerta di benvenuto costa davvero, quanto velocemente riconosci un conto, quanto larga è la copertura oltre il calcio. Ed è lì che i dieci cominciano a distinguersi.
Sui numeri di concessione vanno dette due cose. Il primo è che sono codice, non barometro: un 16007 e un 16048 non dicono nulla sulla qualità, sull’anzianità o sulla solidità. Il secondo è che sono la ragione per cui i marchi qui sopra sono confrontabili e molti altri no. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non significa che siano illeciti in ogni angolo del mondo; significa che non hanno un titolo per raccogliere gioco in Italia, e che nessuna delle tutele descritte nella sezione sulla prevenzione si applica a chi ci gioca.
Scommesse estero: fondamenti e meccanismi del mercato
Fuori dal sistema delle concessioni c’è un mercato vero, con nomi, marchi e siti in due lingue. Questa sezione lo descrive per quello che è, senza nominare nessuno dei suoi operatori, per una ragione semplice: pubblicizzare giochi accettati all’estero è vietato, e questa pagina non lo fa. Ma il fenomeno esiste, e chi vuole capirlo merita una spiegazione che non sia una predica.

Il meccanismo è sempre lo stesso. Un operatore si dota di una licenza in una giurisdizione con regole proprie — Curaçao, Malta, Anjouan, i tre nomi che ricorrono — apre un dominio .com, traduce l’interfaccia in italiano, accetta carte e criptovalute, e si mette a competere sui margini. Non ha una filiale italiana, non ha una concessione, non ha un obbligo verso ADM. La licenza che espone in fondo alla pagina è reale: è semplicemente un titolo che vale là, non qui.
Scegliere la strada giusta prima delle quote
Il titolo del Manifesto di PlayFair Italy WLA è stato pubblicato. Nulla più.
C’è un equivoco che va smontato con precisione, perché è il cavallo di battaglia di chi vende confronti tra operatori esteri. La differenza tra un concessionario e un sito senza concessione non è la legalità del gioco in sé. È la giurisdizione.
Un concessionario risponde ad ADM, al suo regime fiscale, ai suoi obblighi di trasparenza e a un foro italiano. Un sito non autorizzato risponde a un’autorità straniera, che nella pratica non ha strumenti né interesse verso un conto aperto a Roma. Chi vince nel primo caso è un conto riconosciuto, con un prelievo tracciato e un reclamo che ha un destinatario. Nel secondo, il prelievo dipende dalla buona volontà di un soggetto che nessuno qui può obbligare.
Il bookmaker estero con concessione italiana
La prima strada è quella che genera più confusione, quindi vale la pena chiarirla. Esistono marchi percepiti come esteri che operano in Italia con una concessione regolare e un sito .it. Alcune società di questi gruppi hanno sede all’estero e questo alimenta l’idea che siano fuori sistema: Hillside (New Media Malta) Plc, che gestisce bet365, e William Hill Malta Plc sono esempi che compaiono nella tabella. Una sede maltese non cambia nulla. Quello che conta è il titolo, e il titolo c’è.
Per questo lettore la strada è la più semplice di tutte: il prodotto internazionale, la tutela italiana, la quota in euro, il prelievo su un conto italiano. Chi cerca «bookmaker esteri in Italia» sta probabilmente cercando questo, e buona parte delle volte la risposta è che il bookmaker estero è già qui. Il bonus, però, cambia forma quando il marchio cambia mercato: le condizioni che l’operatore pubblica sul sito italiano sono quelle da leggere, non quelle del sito globale.
Il bookmaker estero senza concessione, e cosa si perde a usarlo
La seconda strada è quella che va descritta senza giri di parole. L’operatore con licenza estera che accetta italiani sta vendendo un prodotto che in Italia non può essere pubblicizzato né offerto legalmente, e ADM lo inibisce. Chi ci gioca perde quattro cose concrete, non ideologiche.
Perde la protezione del registro di autoesclusione: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi chi ha un problema non trova lì nessun freno. Perde i limiti di deposito che il sistema italiano impone. Perde il foro italiano: un prelievo non pagato si trasforma in una causa in una giurisdizione in cui probabilmente non hai strumenti. E si espone alla regola dell’articolo 4 della legge 401/1989 per come ADM l’ha enunciata: il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Vale la pena ripeterlo perché non è una clausola dimenticata del 1989: ADM l’ha citata nel 2024, in un comunicato stampa.
C’è un dettaglio ulteriore che quasi nessuna comparazione affronta, e che riguarda solo la seconda strada. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta è prelevata alla fonte dal concessionario e il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione che la stampa di settore riporta dal 2024 e nel 2026, non un documento dell’amministrazione finanziaria — quindi, per prudenza, conviene consultare un commercialista. Discorso diverso per le vincite da siti esteri o non autorizzati: la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili sotto l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione resta quella che è — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Messo in fila con gli altri costi, il quadro cambia. Non è «gioco fuori e vinco di più». È «gioco fuori, pago le tasse da solo, perdo la rete di protezione e non ho nessuno a cui reclamare».
Le quote non compensano il resto, e vale la pena fare il conto
Prendiamo l’argomento più forte che i siti non autorizzati usano: le quote migliori. Il margine del bookmaker è la fetta che l’operatore tiene su tutti gli esiti di un mercato, e si legge da una formula semplice: il margine è 100 % meno la quota di payout, dove la quota di payout è 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti. Su un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90, la somma degli inversi è 1,0526, quindi la quota di payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 %.
Quel 5 % non è un dettaglio da tavolino. È il costo medio di ogni unità giocata su quel mercato, ed è l’unico numero che conta quando si sceglie dove giocare. Un operatore che offre il 4 % di margine ti restituisce circa un punto percentuale in più per ogni giro di giocate — ed è lì, non nella quota singola che attira l’occhio, che si gioca la differenza tra due bookmaker. Peccato che un punto di margine non compensi né un prelievo che non arriva né un’amenda.
Il conto che nessuno fa: quanto costa davvero giocare
Ecco il calcolo che questa pagina aggiunge per ultimo, perché vale per entrambe le strade e non solo per quella senza concessione. Prendiamo una settimana illustrativa da 100 € giocati una volta sola — 100 €, che è anche la cifra che un giocatore può scegliere come limite di deposito in registrazione — su un mercato illustrativo a due esiti a quota 1,90 e 1,90. Non è un prezzo quotato da nessuno: è un esempio. Su quel mercato il margine è circa il 5 %, quindi il costo medio atteso di quella settimana di gioco è 100 € × 5 %, cioè circa 5 €.
Il numero va letto come lo legge un bookmaker, e cioè con i suoi limiti. È una stima statistica su molte settimane identiche: cinque euro sono il costo medio atteso settimanale, e non garantiscono nulla su quella singola settimana, nella quale puoi vincere 90 € o perdere 100 €. Il punto vero è che questo costo non cambia quasi mai — cambia con il margine del mercato che scegli, non con la fortuna che hai. Su un palinsesto con margini più larghi lo stesso giro di giocate costa di più; su uno più stretto, di meno. Ed è anche il motivo per cui un limite di deposito scelto bene vale più di qualunque quota trovata a 1,95: il limite agisce sulla parte della formula che controlli tu, il margine su quella che decide l’operatore.
Gli operatori con concessione ADM esaminati
I dieci marchi che seguono hanno tutti una riga nell’elenco ADM e un sito .it. Vengono descritti per quello che le loro stesse condizioni, le loro pagine e le loro app dichiarano, poi giudicati. L’ordine è quello dei numeri di concessione, crescente.
Lottomatica — la copertura sportiva di un operatore nato sul gioco fisico
L’app di Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La concessione è la n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy).
Chi guarda la scheda tecnica trova un prodotto pieno sul calcio e forte sugli sport a motore, che è una combinazione tipica di un operatore con una rete fisica alle spalle: F1 e MotoGP sono eventi che il pubblico da ricevitoria segue da sempre. Lo streaming abbinato al live è la parte che pesa di più nell’uso quotidiano, perché consente di seguire l’evento nella stessa schermata della giocata.
Il giudizio è quello di un operatore solido sul pre-match e sul live dei grandi eventi, meno interessante per chi cerca profondità fuori dal calcio e dai motori. Chi gioca soprattutto Serie A e Formula 1 trova qui tutto quello che serve. Chi cerca volley di serie minore o mercati di nicchia su un campionato estero guardi altrove, perché la copertura dichiarata non promette quella profondità.
AdmiralBet — la registrazione più documentata e il limite che scegli tu
Il conto di gioco di AdmiralBet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono inoltre l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La concessione è la n. 16048, di Admiral Bet S.r.l.
Questa è la scheda con più sostanza della lista, e vale la pena dire perché: non è un operatore che vince il confronto sulle quote, lo vince sulla trasparenza dei passaggi. La procedura di apertura conto con OTP e SPID è la più dettagliata tra quelle dichiarate dai dieci, e la scelta del limite in fase di registrazione trasforma una decisione che di solito si rimanda in una decisione che si prende mentre si apre il conto.
Il giudizio è che AdmiralBet è il posto giusto per chi vuole che le regole siano scritte prima e non dopo. La stessa caratteristica lo rende meno adatto a chi cerca una registrazione in trenta secondi: le due opzioni richiedono comunque un documento o uno SPID, e la ragione è che senza identificazione non ci sarebbe un conto di gioco valido.
William Hill — il bonus che cambia forma se apri il conto con SPID
Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La concessione è la n. 16044, di William Hill Malta Plc.
Ci sono due cose da notare e una da diffidare. La prima: il bonus è di tipo reale e la differenza tra i due percorsi è dichiarata apertamente, il che è meglio di molte offerte che nascondono la condizione in fondo alla pagina. La seconda: il percorso manuale ha una finestra di 96 ore per inviare i documenti, e chi sfora quella finestra non riceve il bonus di verifica. Quella è la condizione che costa, e non è scritta in grande da nessuna parte.
Il giudizio: 10 € immediati per chi ha già SPID sono una porta d’ingresso semplice e senza requisiti di puntata da gestire, perché il credito arriva subito. Chi non ha SPID e apre con la registrazione manuale si assume un compito con una scadenza — 96 ore per i documenti — che vale 5 €. Non è un cattivo affare, ma è una scadenza, e le scadenze si perdono.
StarCasinò — un casinò con il bookmaker dentro
L’app di StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la n. 16026, di Azzurri Limited.
La descrizione è onesta e va presa alla lettera: il prodotto è un casinò che ha aggiunto il bookmaker, non un bookmaker che ha aggiunto un casinò. Questo determina tutto il resto. Chi cerca varietà di tipologie di scommessa su eventi principali la trova; chi cerca un palinsesto profondo, mercati particolari o un’architettura pensata per lo sport come prodotto primario non la troverà qui.
Il giudizio è semplice e va detto senza girarci intorno: StarCasinò va bene se il bookmaker è una parte di un intrattenimento più ampio, ed è la scelta sbagliata se le scommesse sportive sono l’attività principale. Chi scommette sul calcio ogni weekend e ha bisogno di mercati di dettaglio troverà la stessa profondità in altri tre o quattro marchi di questa lista.
Planetwin365 — il palinsesto più largo del gruppo
L’app di Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la n. 16007, di Pwo S.p.a.
Pochi operatori italiani dichiarano una copertura così strutturata: Serie C e Coppa Italia insieme alla Bundesliga e alla Liga significa un palinsesto costruito per chi scommette su tante partite diverse, non solo sui grandi appuntamenti. Le più di 20 tipologie di sport fanno il resto.
Il giudizio è che questa è una delle schede più forti per chi cerca ampiezza di campionato. Il calcio minore è il test più severo per un bookmaker, e questo è l’unico dei dieci che lo nomini esplicitamente. Il rovescio è che l’ampiezza dichiarata riguarda le competizioni, non i mercati per singolo evento: chi cerca mercati esotici su una partita specifica non trova qui una promessa in quel senso.
NetWin — l’unica offerta della lista con requisiti cifrati
L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. La concessione è la n. 16035, di Netwin Italia S.p.a.
Mettiamo in ordine i vincoli, perché sono tre e vanno letti tutti. Il conto deve essere verificato: senza identificazione completa l’offerta non esiste. Il deposito minimo è di 20 €. E il tetto è 50 €, cioè il bonus copre al massimo cinquanta euro di versamento, qualunque cosa tu depositi in più.
Il giudizio è che questa è la scheda più utile per chi vuole capire come si legge un’offerta di benvenuto. La forma «100 % fino a 50 €» suona generosa e in pratica premia chi deposita esattamente 50 €, non chi ne deposita 500. Chi entra con 20 € prende 20 €, che è il minimo; chi entra con 200 € prende comunque 50 €. Il numero da guardare non è il 100 %, è il 50.
Betfair — il marchio nato sull’exchange
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione è la n. 16028, di Betfair Italia S.r.l.
Betfair è un caso particolare nel panorama italiano, perché il betting exchange è un gioco separato nel D.Lgs. 41/2024 (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere battitore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Va detto con chiarezza che Betfair è descritto come il primo operatore ad avere un exchange, con la concessione 16028, ma quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato sapere. La documentazione dello stesso operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul mercato italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario.
Il giudizio è che questa è la scheda per chi vuole capire il meccanismo prima di usarlo. L’exchange non è una quota migliorata: è un mercato in cui qualcun altro fa il banco, e il prezzo non lo fissa il concessionario. Chi non ha mai visto un book in vita sua, però, parta dai mercati tradizionali — Esito Finale, Under/Over, Multigol, combo — che qui sono elencati come qualunque altro bookmaker.
Eurobet — il palinsesto che va oltre lo sport
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). La concessione è la n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale.
Elezioni e reality show non sono decorazioni. Sono la prova che il palinsesto è costruito su un concetto largo di evento — l’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi, sportivi e non sportivi, preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno in quel palinsesto approvato. Eurobet ha scelto di usarlo in tutta la sua ampiezza.
Il giudizio è per un lettore specifico: chi si annoia a scommettere solo sul calcio. Tennis, volley, ciclismo e scacchi in un’unica app sono una rarità, e gli eventi non sportivi aggiungono un’opzione che nessun altro dei dieci dichiara. Il rovescio della medaglia è che un palinsesto così largo non è per forza profondo su ogni voce: chi cerca dieci mercati su una partita di rugby guardi altrove.
Sisal — il numero più alto di eventi, e un catalogo di giocate
Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. La concessione è la n. 16020, di Sisal Italia S.p.a.
«Oltre 1.000 eventi al giorno» e «più di 15.000 live» sono i due numeri più concreti di questa lista, e vanno letti per quello che sono: un catalogo, non una qualità. Il valore sta nei mercati di dettaglio — tiri in porta, rigori, espulsioni — che sono la parte su cui un bookmaker dimostra di lavorare il calcio. Il Cash Out è il secondo pezzo: chiuderla prima è una funzione che ha un prezzo implicito, nel senso che il prezzo di chiusura lo decide l’operatore e raramente coincide con il valore matematico della giocata.
Il giudizio è che Sisal è la scelta per chi vuole trovare un mercato su tutto, anche sulle giocate minute di una partita che sta guardando. È meno adatta a chi cerca il palinsesto internazionale più raro: il catalogo è enorme, ma costruito intorno agli eventi che un pubblico italiano segue.
bet365 — il partner globale che qui resta un concessionario
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è la n. 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc.
La combinazione è insolita: Premier League, boxe e freccette insieme all’ippica sono una copertura più anglosassone che italiana, e per un certo tipo di lettore è esattamente quello che cerca — i mercati inglesi con la tutela italiana. La partnership con la Champions League è la parte che il marketing mette davanti, ma non cambia nulla di sostanziale: quello che conta per il giocatore è la copertura dichiarata, che è ampia e internazionale.
Il giudizio è che bet365 è la scheda più adatta a chi segue il calcio inglese e gli sport anglosassoni, e che la sede maltese della società che gestisce il sito non toglie niente alla concessione 16030 — anzi è il caso che meglio illustra quanto poco conti la sede di una società di capitali EEA quando il titolo italiano c’è. Chi cerca esclusivamente calcio italiano, però, trovi in Sisal o Planetwin365 un palinsesto più vicino alle proprie abitudini.
Domande frequenti su siti di scommesse esteri e concessione ADM
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuno degli strumenti di tutela previsti dal sistema italiano si applica, a partire dal registro di autoesclusione: i siti privi di concessione non vi sono collegati. In più ADM ha dichiarato che il partecipante a scommesse organizzate da non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il dominio esatto nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, che il 25 ottobre 2026 contava 52 righe con codici da 16000 a 16051. Serve attenzione a due trappole: la concessione è per sito e non per società, e l’elenco non indica quali giochi ogni concessionario è autorizzato a offrire.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
È il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Un’autoesclusione registrata lì si applica a tutto il gioco online legale in Italia, indipendentemente dal concessionario richiesto, e include le sale fisiche. La durata la sceglie il giocatore e, dal 1° febbraio 2026, va da 7 a 270 giorni.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM la fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie in registrazione un limite settimanale o mensile, come avviene sulle pagine degli operatori; un limite ridotto ha effetto immediato, mentre uno aumentato richiede sette giorni. L’articolo 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 affida al concessionario i limiti sulle somme depositate in un periodo definito.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta è prelevata alla fonte dal concessionario. Per i siti esteri o non autorizzati l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi»; conviene consultare un commercialista.
Siti non AAMS ed esteri – pagareconappscommese.com
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